Echezeaux, male anche le magnum
Perdita di valore media del 12% per i 14 millesimi passati in asta, la metà rispetto al crollo del 24% registrato dalle bottiglie da 0,75 litri. Aumento di prezzo del 9% per l’unica annata in formato jeroboam
I collezionisti, e da qualche tempo anche i buongustai bloccati in casa dal lockdown durante la pandemia da Covid 19 che cercavano un’alternativa alle enoteche chiuse per procurarsi vino di qualità, non sembrano interessati all’Echezeaux nelle bottiglie di formato speciale, salvo che in una, la magnum, e in minima dose nel jeroboam da 3 litri. Quelli che compaiono in tabella, e cioè 14 millesimi di magnum e una sola annata di jeroboam da 3 litri, sono tutti gli esemplari quotati alle aste sia quest’anno che l’anno scorso.
Con quali risultati? Quello dell’Echezeaux 1997 di Romanée Conti in jeroboam da 3 litri non fa testo, perché è unico e quindi casuale, ma fa lo stesso impressione perché in un anno in cui tutti i Borgogna sono quotati al ribasso, ha ottenuto un aumento di prezzo del 9%. Con un comportamento invece come da copione, i magnum sono scesi di prezzo e quindi non fanno impressione, però colpisce la misura del loro ribasso.
Complessivamente, nel 2022 i 14 magnum costavano 124.143 euro, mentre alle vendite all’incanto di quest’anno sono stati aggiudicati per 108.698. Non è una diminuzione da poco, 15.445 euro, ma è un calo del 12%, esattamente la metà del 24% che ha perduto l’Echezeaux in bottiglie standard da 0,75 litri, come visto la settimana scorsa. È un risultato ottenuto in pratica da Romanée Conti, produttore di dieci dei 14 magnum. Un solo concorrente gli ha tenuto testa nelle vendemmie degli anni 2000, il Comte Louis-Michel Liger Belair, che con l’annata 2011 non ha perso quota, ma ha guadagnato il 19%. (riproduzione riservata)
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