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Ecco i Buoni propositi dell’autrice del best seller Quattro giorni

Parigi e gli alberi sul suo terrazzo, la moda e la nazionale di Bearzot, e Sabrina Gabriele viaggia soprattutto tra storie e personaggi. Dalla New York di Quattro giorni o per sempre alla Bologna del secondo romanzo, non a caso ambientato in una libreria negli anni 80… quelli della nazionale di Bearzot. 

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Una sfilata di libri Il suo lavoro nel mondo della moda l’ha portata da Londra a Parigi, ma Sabrina Gabriele viaggia soprattutto tra storie e personaggi. Dalla New York di Quattro giorni o per sempre alla Bologna del secondo romanzo, non a caso ambientato in una libreria negli anni 80… quelli della nazionale di Bearzot. 

La scrittrice Sabrina Gabriele vive e lavora a Parigi.
La scrittrice Sabrina Gabriele vive e lavora a Parigi.

1. La famiglia.

Quella di nascita e quella che mi sono scelta: mio padre, che mi metteva a letto col mangiacassette acceso sui Canti della Resistenza, mia madre che ha cominciato a recitare nel teatro locale a 75 anni, mia sorella, che con la sua eleganza ha iniziato alla bellezza. Mio figlio Neri, che prima di dormire mi ringrazia per le cose più disparate. Il mio cane, Salvo, che mi richiama al dono del presente, e gli amici, anche quelli che mi hanno accompagnata solo per un pezzetto di vita.

2. Parigi.

Dicono sia un museo a cielo aperto, ma qui di aperto ci sono le pagine della poesia su cui è stata fondata. È un grido alla libertà. Quasi ogni giorno, sfilano le proteste più eterogenee, più o meno numerose, più o meno importanti. Il chiasso della folla che marcia fino ai piedi della statua di Marianna, alta e fiera al centro di place de la République, è il suono della vita che chiede di essere celebrata.

3. Gli alberi.

Le strade di Parigi, grazie alla nostra sindaca, sono state ripulite da auto e parcheggi, entrambi rimpiazzati dal verde. Durante la pandemia, nei mesi d’isolamento, ho imparato a far crescere gli alberi dal seme. Alcuni sono rimasti qui a casa, in terrazza, altri sono stati donati. Ho un albicocco, due meli, quattro limoni, un rubino e un fico. A volte m’incanto a guardarli assorbita dal miracolo della vita.

I buoni propositi edito da Salani nella collana Le Stanze è il secondo romando di Sabrina Gabriele.
I buoni propositi edito da Salani nella collana Le Stanze è il secondo romando di Sabrina Gabriele.

4. La scrittura.

Scopro le mie storie mentre le scrivo, come un
lettore o come uno spettatore interattivo. A volte i personaggi si svelano in maniera inaspettata, obbligandomi a fare delle
ricerche, prima di permettermi di raccontarli. Ho capito che
non «esco a vivere» al fine di poter scrivere, ma che scrivo al fine di poter «uscire a vivere».

5. La moda.

Ho cominciato a lavorarci a Londra, per pagarmi l’università, ma me ne sono innamorata negli anni 90, quando i designers erano artisti e il marketing e gli investitori non dettavano legge. Sono legata a tutti i marchi per cui ho lavorato, ma i miei anni preferiti sono i tre passati da Marc Jacobs, fino al 2012. Facevamo la vita delle rock star e ho collezionato degli aneddoti freschi di giovinezza, amicizia e senso di appartenenza.

6. I libri.

Racchiudono le storie delle vite che raccontano e si mescolano con quelle di chi li ha scelti. A volte contengono anche lettere d’amore, biglietti d’aereo, le macchie di caffè o i buoni propositi delle persone. Dopo un’adolescenza passata a leggere i classici, mi sono consacrata alla fiction americana. Auster, Vidal, Highsmith, Franzen, Easton Ellis... Fra i libri che mi hanno segnato di più però, ci sono quello di un’italiana, La Storia di Elsa Morante, e un saggio, Il tempo degli Assassini di Henry Miller.

7. La Nazionale dell’82.

Avevo quattro anni, con la mia famiglia abitavamo in un palazzo storico nel centro di Bergamo. Della vittoria dell’Italia ai Mondiali mi ricordo una serie di Fiat 127 ridipinte con il tricolore, sfrecciare sotto le nostre finestre. Erano gli anni della rinascita, quelli delle lunghe villeggiature, delle patatine a 10 lire, dei giochi in strada fino all’ora di cena. Da allora, ho atteso i Mondiali di calcio come il momento in cui l’Italia, tutta insieme, aveva la possibilità di essere felice. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 12/11/2025 08:07
Ultimo aggiornamento: 12/11/2025 08:07
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