Piero Cipollone, attuale vicedirettore generale della Banca d’Italia, sarà con ogni probabilità il prossimo membro del comitato esecutivo Bce. È l’unico candidato europeo in corsa per la posizione oggi occupata da Fabio Panetta che da novembre sarà governatore a Palazzo Koch. Per la nomina definitiva mancano alcuni passaggi: le consultazioni con Bce e Parlamento Ue e il via libera finale del Consiglio Ue. Quando il percorso sarà completato, Cipollone potrà portare a Francoforte l’esperienza acquisita sull’euro digitale, un progetto fondamentale per l’area, guidato finora a livello europeo da Panetta. Ma le competenze del vicedirettore generale di Bankitalia vanno oltre i sistemi di pagamento e si estendono alla politica monetaria, all’economia del lavoro, al commercio internazionale e all’istruzione. Filo conduttore della carriera di Cipollone, caratterizzata anche da esperienze negli Usa e come consulente di Giuseppe Conte alla presidenza del Consiglio, sono i 30 anni da civil servant alla Banca d’Italia, durante i quali ha lavorato con Antonio Fazio, Mario Draghi, Ignazio Visco e con Panetta.
Gli studi universitari di Cipollone sono alla Sapienza, dove segue i corsi tenuti tra gli altri da Visco e da Pier Carlo Padoan. Allora è tra i collaboratori all’Isel di Ezio Tarantelli, l’economista del lavoro ucciso dalle Brigate Rosse. Per questo motivo la tesi sulla politica dei redditi è poi completata con Federico Caffè. In quegli anni, ai tempi cioè della scala mobile, si inizia a studiare l’importanza di redditi più allineati all’inflazione attesa che a quella passata, con orientamento rivolto più al futuro che al passato.
I temi legati al lavoro sono poi approfonditi negli anni successivi. Cipollone, nato nel 1962 vicino ad Avezzano in una famiglia di contadini, ottiene una borsa di studio che gli permette di studiare a Stanford con l’economista del lavoro Martin Carnoy. Prima di completare la tesi di dottorato è però assunto all’Ice e poi nel 1993 alla Banca d’Italia, anche se di fatto nei primi anni lavora con Paolo Baratta, ministro del Commercio Estero nel governo Ciampi.
In seguito Salvatore Rossi lo richiama al servizio studi di Banca d’Italia. Negli anni in cui l’Italia cerca di entrare con fatica nell’euro il governatore Fazio, con l’obiettivo di indagare i nodi strutturali del Paese, incentiva gli studi sulle debolezze dell’economia nazionale. Cipollone così approfondisce i temi della formazione e del capitale umano. Nel 2001 passa un anno a Berkeley con l’economista David Card (premio Nobel nel 2021) prima di tornare in Bankitalia. Dal 2004 assume la direzione dell’ufficio Mercato del Lavoro di Via Nazionale.
Alcune analisi di Cipollone, basate in modo innovativo sull’indagine Pisa, finiscono nei discorsi e nelle Considerazioni Finali di Fazio e poi di Draghi. Giuseppe Fioroni, allora ministro dell’istruzione nel governo Prodi, legge quegli spunti e chiede un aiuto alla Banca d’Italia. Così Draghi sceglie di inviare al ministero Cipollone, che nel 2007 viene nominato commissario straordinario e poi presidente dell’istituto di ricerca Invalsi. È questa un’importante esperienza manageriale, fondata sull’importanza che l’economista dà alla scuola pubblica per la formazione dei giovani: così viene costruita una nuova indagine campionaria sui livelli di conoscenza di 2 milioni di ragazzi italiani, simile a quella del programma Pisa.
Dopo questo incarico il governatore Draghi lo sceglie nel 2010 per la Banca Mondiale, di cui diventa direttore esecutivo per Italia, Portogallo, Grecia e Albania. Nell’organismo Cipollone è anche presidente dell’audit committee. Così dopo quattro anni, nel 2014, il governatore Visco lo riporta in Bankitalia come capo del servizio Pianificazione. Via Nazionale passa a una gestione del bilancio più di medio termine con la definizione di un budget triennale, un modello poi ripreso nell’Eurosistema.
Il lavoro al dipartimento Bilancio di Bankitalia prosegue fino al settembre 2018. A quel punto il premier Conte chiede a Visco un consulente economico. Il governatore sceglie Cipollone. Questo incarico è stato a volte motivo di confusione per gli osservatori. Di recente c’è chi ha ipotizzato una presunta vicinanza dell’economista con i 5 Stelle, anche come ragione per non candidarlo alla Bce. In realtà Cipollone in quella esperienza non ha un ruolo politico, ma istituzionale. La differenza è chiara. Non entra nel merito delle scelte, ma spiega la loro compatibilità macroeconomica. Quando nel 2018 lo spread sale a causa dello scontro dell’Italia con l’Europa Cipollone chiarisce le conseguenze negative per gli investimenti, così come i margini limitati in tema di pensioni a causa della demografia. Secondo quanto indicano alcuni, i rapporti con Conte, maturati già ai tempi della Banca Mondiale (quando l’avvocato invitava l’economista al Consiglio Nazionale Forense per parlare dell’analisi Doing Business), restano sempre rispettosi dei ruoli reciproci.
Nell’ottobre 2019, quando Panetta entra nel comitato esecutivo della Bce al termine della presidenza Draghi a Francoforte, Cipollone diventa vicedirettore generale della Banca d’Italia. Nel direttorio assume la responsabilità su pagamenti ed euro digitale (materie su cui Via Nazionale ha una competenza riconosciuta a livello europeo e internazionale) e collabora alla politica monetaria che è di competenza del governatore. Le infrastrutture di pagamento peraltro sono i tubi grazie ai quali si realizza l’attività delle banche centrali. Chi lavora con Cipollone gli attribuisce passione per il lavoro (oltre che per le camminate in montagna) e totale dedizione istituzionale alla Banca d’Italia. Il banchiere centrale negli ultimi anni rilancia ulteriormente l’attività sui pagamenti, approfondisce l’integrazione delle infrastrutture di mercato con la tecnologia Dlt, avvia la pubblicazione della collana Misp sui pagamenti, invita le banche a un maggior utilizzo dei bonifici istantanei. E naturalmente lavora con Panetta sull’euro digitale. L’avvio della Cbdc (Central Bank Digital Currency) nell’Eurozona resterà per Piero Cipollone con ogni probabilità la principale sfida dei prossimi anni. (riproduzione riservata)