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È primavera, tempo di ripartire per Il Green Tour con una guida d’eccezione

Nato nel 1997, il network Grandi Giardini Italiani rifiorisce ogni stagione più lussureggiante. Con nuovi affiliati e tanti progetti, come racconta Bianca Passera 

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Con la primavera torna a fiorire Grandi Giardini Italiani, rete verde che si veste di novità e progetti pensati ad hoc per preservare e promuovere il patrimonio green in Italia. Creata nel 1997 da Judith Wade, il network è stato acquistato nel 2025 da Bianca Passera, presidente del Gruppo LarioHotels e imprenditrice nel settore dell’ospitalità, con grandi progetti e tante novità in mente per quest’impresa culturale fondata sul patrimonio verde del Bel Paese. Un Green Tour, che affonda le radici della tradizione del giardino all’italiana e allunga le sue fronde fino alla Land Art contemporanea dei musei a cielo aperto che costellano la Penisola.

Gentleman. Nel 2027 Giardini Italiani compie 30 anni, un traguardo importante, come pensate di celebrare?

Bianca Passera. Festeggiamo già ora l’arrivo della primavera con la nuova edizione della Guida ai Grandi Giardini Italiani. Con il primo numero di una pubblicazione house organ che si affianca alla guida e con l’arrivo nei book shop del network del profumo Grandi Giardini Italiani, creato per noi da Culti Milano.

Il giardino botanico di Gardone Riviera (Brescia) nato dalla visione dell’artista austriaco André Heller.
Il giardino botanico di Gardone Riviera (Brescia) nato dalla visione dell’artista austriaco André Heller.

G. Maggio è il mese della rosa, fiore dal profondo valore simbolico. Come si fa cultura con i fiori?

B.P. Al Vittoriale di D’Annunzio, per esempio, la valorizzazione del patrimonio artistico è partita proprio dal roseto. E il nostro itinerario ad hoc, In Nome della Rosa, attrae un grande numero di visitatori. Abbiamo anche creato con Rose Barni di Pistoia la nostra rosa, rossa e profumatissima!

Il roseto del Vittoriale degli Italiani.
Il roseto del Vittoriale degli Italiani.

G. Nel 2026 ci sono 5 nuovi affiliati in tutt’Italia, dal Garda a Taormina. Come li scegliete?

B.P. Improntiamo la selezione su più di un criterio, tra cui la qualità del luogo, che deve avere un’identità chiara (un disegno riconoscibile, una collezione botanica particolare, ecc), un livello di manutenzione eccellente, la possibilità di essere visitato per certi periodi dell’anno.

Bianca Passera, presidente del Gruppo LarioHotels è proprietaria di Grandi Giardini Italiani dal 2025.
Bianca Passera, presidente del Gruppo LarioHotels è proprietaria di Grandi Giardini Italiani dal 2025.

G. Alcuni giardini del vostro circuito sono musei a cielo aperto, dove la natura si trasforma in Land Art.

B.P. Sono giardini che uniscono la bellezza della natura con l’arte che in questo caso esce da musei e gallerie e trova spazio nel paesaggio aperto. E l’impatto è molto potente.

G. La vostra impresa culturale ha anche un ruolo di comunicazione e didattica, che messaggio volete trasmettere?

B.P. Le proprietà che fanno parte del network Grandi Giardini Italiani possono essere considerate a tutti gli effetti degli Hub culturali in quanto forniscono corsi, laboratori e formazione. Il castello, la Villa o la tenuta fanno parte del territorio non solo a livello fisico ma anche come punto di riferimento per le persone che vivono nelle vicinanze. Non sono quindi solo location per eventi e siti turisti, ma luoghi del sapere aperti alla comunità.

Parco Florence Trevalyan di Taormina entrato nel circuito quest’anno.
Parco Florence Trevalyan di Taormina entrato nel circuito quest’anno.

G. Nei Paesi anglosassoni c’è una radicata tradizione di turismo dei giardini, qui in Italia ci si sta arrivando grazie anche al vostro impegno: come siamo messi?

B.P. Come spesso accade in Italia, si arriva dopo a capire alcuni trend, arriviamo tardi, magari, ma poi lo facciamo meglio! L’Horticultural Tourism ora si sta affermando anche qui perché il nostro Paese ha un patrimonio botanico tra i più ricchi al mondo. E ora anche da noi si sta diffondendo maggiore consapevolezza ed è cresciuta la voglia di vivere il verde, un desiderio trasversale, che mette insieme famiglie e single, giovani e anziani, accomunati dalla voglia di stare nella bellezza della natura che, come si legge spesso, «cura» l’anima.

Oca Oasy Contemporary Art negli appennini del pistoiese.
Oca Oasy Contemporary Art negli appennini del pistoiese.

G. C’è un giardino nei suoi ricordi?

B.P. Sì, quello dei miei nonni in Piemonte ci ho passato tanto di quel tempo da piccola che mi è rimasto nel cuore. Era un mix di giardino all’italiana, orto, fiori e frutteto, e quella bellezza ha molto influito molto su di me e su quanto io consideri prezioso vivere nella natura. È questa passione che mi ha portato a Grandi Giardini Italiani.

Villa La Quiete sopra Firenze, residenza estiva dell'ultima dei Medici.
Villa La Quiete sopra Firenze, residenza estiva dell'ultima dei Medici.

G. Quali sono le sfide più grandi oggi nel preservare e promuovere questo patrimonio in Italia?

B.P. Promuovere e preservare sono due aspetti complementari che devono essere condotti con visione. Se i giardini non sono ben tenuti, non c’è promozione che tenga e i visitatori non verranno. Uno dei temi da affrontare con sempre maggior vigore è quello legato ai cambiamenti climatici. Un altro tema importante sarà quello che riguarda l’aspetto della sostenibilità che s’incrocia con quello turistico. Il potenziale aumento dei visitatori che si prospetta per il futuro rappresenta un’ottima opportunità ma anche una sfida: bilanciare accoglienza e tutela, garantendo un’esperienza piacevole a chi arriva, ma proteggendo al tempo stesso i luoghi e il territorio circostante. (Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 08/05/2026 00:03
Ultimo aggiornamento: 12/05/2026 11:33
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