Intermonte torna a coprire il titolo doValue con una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo di 3,8 euro, il 32% in più rispetto alla quotazione a Piazza Affari (-0,69% a 2,876 euro il 12 dicembre), evidenziando un miglioramento delle prospettive dopo un periodo complesso. L’acquisizione di Gardant nel 2024 ha consolidato la leadership del gruppo in Italia e ampliato la base di asset.
Mentre il prossimo accordo con coeo dovrebbe favorire una maggior diversificazione e scalabilità grazie ad attività non-npl supportate dall’AI. Inoltre, la presentazione del piano strategico nel primo semestre del 2026 potrebbe rappresentare un catalizzatore chiave, integrando gli sviluppi recenti e fissando nuovi obiettivi finanziari.
Sostenuta dai contratti di lungo termine e dalle prospettive di crescita strutturale di coeo, doValue dovrebbe generare solidi flussi di cassa, con un rendimento del free cash flow che raggiungerà il 33% negli esercizi 2027/2028. «La combinazione tra espansione dei margini, estrazione di sinergie e riduzione della leva finanziaria rafforza la nostra visione secondo cui la trasformazione in corso della società non sia pienamente riconosciuta dal mercato», si legge nella nota di Intermonte.
doValue è una delle principali piattaforme europee di credit management, con un modello asset-light basato su commissioni e quasi 140 miliardi di gross book value in servicing. Il gruppo combina contratti di servicing di lungo periodo con un’offerta che copre crediti deteriorati, unlikely to pay e gestione degli early arrears, servizi real estate e una gamma di soluzioni a valore aggiunto a elevato margine.
L’espansione nel digitale non-financial, potenziata dalla piattaforma AI di coeo, accelera la transizione verso un mix più resiliente e meno ciclico, sostenuto da trend strutturali profondi come e-commerce e buy now pay later. «Supportata da azionisti strategici e da accordi forward-flow pluriennali, doValue è strutturalmente posizionata per garantire visibilità dei ricavi, crescita scalabile e una generazione di cassa best-in-class», prosegue Intermonte.
L’acquisizione di Gardant ha rappresentato una tappa strategica per doValue, aggiungendo 20 miliardi di gross book value di più recente generazione, aumentando l’esposizione ad attività con margini più elevati e portando in dote un solido franchise di forward flow con le principali banche.
L’integrazione di Gardant ha migliorato la flessibilità finanziaria, aprendo la strada a un ritorno a una politica di dividendi sostenibile dal 2026. Mentre l’acquisizione di coeo rappresenta un passo più trasformativo, accelerando la transizione di doValue verso un’esposizione non-npl a oltre il 50%.
Coeo introduce una piattaforma ad alta crescita, AI-driven, focalizzata su crediti consumer a rapido turnover, con un’automazione forte e scalabilità. Attiva in nove mercati del Nord Europa, la neo-acquisita amplia la copertura geografica del gruppo. Il closing dell’operazione, a gennnaio del 2026, «creerà significative opportunità di cross-selling, permettendo a doValue», sottolinea Intermonte, «di distribuire la piattaforma AI di coeo nei mercati dell’Europa meridionale, rafforzando in modo rilevante il potenziale di crescita del gruppo».
doValue entra nel periodo 2026-2028 con dinamiche operative in forte espansione: crescita dei ricavi sostenuta dai forward flow di lungo periodo, aumento dei margini guidato dall’evoluzione del mix di business, dalle sinergie e da un percorso di deleveraging verso 1,3 volte la posizione finanziaria netta/ebitda entro il 2028.
La generazione di cassa è robusta e altamente visibile, implicando un rendimento del free cash flow, appunto, del 33% nel 2027 e nel 2028. «Il nostro target price di 3,8 deriva da un mix di metodologie valutative (Dcf, Ddm e multipli dei competitor), tutte indicano che l’attuale valutazione di mercato non riflette appieno i fondamentali in miglioramento e il potenziale di utile della società. Con il progredire dell’esecuzione e una maggior visibilità dal nuovo piano strategico, vediamo spazio per una rivalutazione significativa del titolo», conclude Intermonte.
La Sim a fine 2025 si attende ricavi in aumento a 601 milioni di euro dai 482 milioni del 2024, un ebitda adjusted a 212 milioni dai 165 milioni del precedente esercizio, un utile netto adjusted quasi quintuplicato a 34 milioni (7 milioni nel 2024) e il ritorno al dividendo: 0,097 euro per azione (rendimento del 3,6%). (riproduzione riservata)