Dopo Fed e Bce anche la Bank of England ha deciso di tenere i tassi di interesse fermi al 5,25% per la seconda volta consecutiva. Decisione non unanime quella della Banca d’Inghilterra, il cui board si è diviso tra sei membri favorevoli alla pausa e altri tre, il trio dei falchi, che ha spinto affinché i costi di finanziamento toccassero il 5,5%.
Avendo lasciato i tassi invariati giovedì 2 novembre, la Banca d’Inghilterra ha insisto sul fatto che i tassi di interesse più elevati stanno contribuendo a ridurre l’inflazione e che quindi dovranno restare tali a lungo. «È troppo presto per pensare a tagli dei tassi», ha detto Andrew Bailey, il governatore della Banca centrale. «I tassi più alti stanno funzionando e l’inflazione sta diminuendo. Ma dobbiamo vedere l’inflazione continuare a scendere fino al nostro obiettivo del 2%».
Secondo la banca, i rischi sono sbilanciati verso un’inflazione più elevata, piuttosto che verso una diminuzione. Tenendo conto di questi rischi, la BoE vede l’inflazione appena al di sopra del suo obiettivo del 2% tra due anni, e poco al di sotto alla fine del 2026. Nel breve periodo, Bailey ha dichiarato in conferenza stampa che l’inflazione dovrebbe scendere sotto il 5% a ottobre, in calo rispetto al 6,7% di settembre. Dopo le dichiarazioni del governatore, lo scenario disegnato da investitori e analisti è di un taglio dei tassi di interesse il prossimo autunno.
La Banca d’Inghilterra ha inoltre avvertito che vi è il 50% di possibilità che l’economia del Regno Unito sia sull’orlo della recessione nel corso del prossimo anno. La stima, infatti, è di quattro trimestri consecutivi di crescita zero del pil. Le previsioni aggiornate non aiutano il governo di Rishi Sunak, sottoposto a crescenti pressioni sulla sua gestione economica, in vista delle elezioni della prossima primavera.
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