Le azioni che staccano un dividendo hanno riconquistato il favore degli investitori in seguito alla forte volatilità del mercato negli ultimi 12 mesi. Dal 1970 i dividendi hanno rappresentato oltre il 70% dei rendimenti azionari globali. Solo in Europa hanno contribuito a oltre il 46% dei rendimenti totali dal 1999. «I dividendi sono un barometro del valore per gli azionisti. Possono indicare l’impegno delle società a conseguire un rendimento per gli azionisti e riflettono la disciplina del management: determinare l’ammontare di liquidità da accantonare per le distribuzioni agli azionisti e per gli investimenti futuri e il livello ottimale di indebitamento da assumere sono decisioni critiche da prendere», sottolinea Yoichiro Kai, Portfolio Manager, Global Equity Dividend Strategy di T. Rowe Price.
Dunque, sono più importanti la sostenibilità dei dividendi e i fondamentali aziendali che li sostengono: «Alcune società che pagano dividendi elevati possono avere limitate opportunità di crescita e pochi utilizzi per la liquidità disponibile. Altrettanto discutibili sono le società ad alta intensità di capitale che, per invogliare gli investitori, si fanno carico di pagamenti troppo elevati», spiega Kai, convinto che vi siano maggiori possibilità di ottenere rendimenti totali corretti per il rischio costanti nel lungo periodo investendo in società che pagano dividendi duraturi e in crescita. In altre parole, «puntiamo su società di alta qualità che producono utili composti e che sono ben posizionate per pagare o far crescere i dividendi nel tempo, evitando, invece, le società di bassa qualità che pagano dividendi insostenibili».
Le blue chip dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari staccheranno i loro dividendi 2023, relativi ai bilanci 2022, tra aprile e giugno. Secondo la stima di Edoardo Fusco Femiano, fondatore di Dld Capital Scf, il Ftse Mib, che a oggi capitalizza poco più di 590 miliardi di euro, con un dividend yield annuo atteso del 5,28%, pagherà agli azionisti 31,14 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più del 2022 (23 miliardi). Ecco le date e l’elenco delle società con la relativa cedola che staccano il 24 aprile.
24 aprile
Banca Mediolanum ordinarie 0,50 euro
Banco Bpm 0,23 euro
Campari 0,06 euro
Edison risparmio 0,052 euro
Ferrari 1,810 euro
Maire Tecnimont 0,124 euro
Piaggio 0,10 euro a saldo (0,085 euro acconto 2022 19 settembre 2022)
Prysmian 0,60 euro
Stellantis 1,34 euro