Le top picks di Jefferies nel settore bancario italiano restano Unicredit, coperta con un rating buy e un target price a 33,80 euro, e Banco Bpm (buy, target price a 6,90 euro). Per entrambe il broker vede un ulteriore potenziale margine di apprezzamento in Borsa, alimentato dall'eccesso di capitale e dai buyback (acquisto di azioni proprie). Ma Jefferies consiglia anche l’acquisto di Intesa Sanpaolo (target price a 3,70 euro) e Bper Banca (target price a 4,90 euro). Invece su Mediobanca il rating è hold con un prezzo obiettivo a 13,60 euro. Ecco banca per banca le attese di Jefferies anche in termini di dividendo 2023 e 2024 e relativo rendimento.
Unicredit dispone del più alto buffer a livello di capitale tra le banche italiane, il che le offre protezione in uno scenario di rallentamento macroeconomico e fiducia nella continuità di un elevato livello di distribuzione di dividendi e buyback che supportano un ritorno agli azionisti del 56% della capitalizzazione di mercato tra il 2023 e il 2026. «Riteniamo che questo possa sostenere un continuo re-rating del titolo e la valutazione sembra ancora bassa: Unicredit scambia a 0,7 volte il multiplo prezzo/net asset value tangibile per un rendimento del capitale proprio (Rote) dell'11% nel 2025 con un dividendo atteso a valere sul bilancio 2023 di 1,30 euro per azione (yield del 5,7%) e 2024 di 1,60 euro per azione (yield del 7,1%).
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Banco Bpm ha molteplici catalizzatori che dovrebbero determinare una rivalutazione del titolo in Borsa, complice anche l'aggiornamento del piano industriale previsto nell'ultimo trimestre del 2023. «Riteniamo che il management di Banco Bpm stia prendendo le decisioni giuste e, grazie all'acquisto delle joint venture assicurative, alla recente partnership nel settore dei pagamenti e alle aspettative relative all'avvio di un piano di buyback, l’azione azioni dovrebbe rivalutarsi. Banco Bpm è scambiato a 0,6 volte il prezzo/net asset value tangibile per un rendimento del capitale proprio (Rote) del 10% nel 2025 con un dividendo atteso a valere sul bilancio 2023 di 0,35 euro per azione (yield dell’8%) e 2024 di 0,47 euro per azione (yield del 10,7%).
Bper Banca. La sensibilità della banca ai tassi di interesse elevati continuerà a generare un aumento del margine di interesse nel breve termine e nel caso di Bper le stime di Jefferies si posizionano del 9% sopra quelle del consenso a livello di risultato operativo prima delle imposte nel periodo 2023 e 2025. Un portafoglio di prestiti difensivo, grazie a una copertura elevata e bassi prestiti in sofferenza, e una focalizzazione sui prestiti alle famiglie e al settore dei servizi sono rassicuranti e possono dimostrarsi più difensivi in mezzo all'incertezza economica. Bper Banca è scambiata a 0,5 volte il prezzo/net asset value tangibile per un rendimento del capitale proprio (Rote) del 10,5% nel 2025 con un dividendo atteso a valere sul bilancio 2023 di 0,30 euro per azione (yield del 10,9%) e 2024 di 0,40 euro per azione (yield del 14,2%).
Intesa Sanpaolo vanta un’ampia diversificazione dei ricavi che può sostenere il bilancio anche se i tassi iniziano a calare e la generazione di capitale organico sostiene la distribuzione agli azionisti per un importo pari al 48% della capitalizzazione di mercato bel periodo 2023 e 2025. Inoltre, Jefferies ritiene che la banca disponga di adeguati buffer nel caso in cui le condizioni macroeconomiche si dovessero deteriorare, compresi overlays pari a circa il 30% degli accantonamenti per perdite sui prestiti del 2022 (che includono anche quelli relativi alla Russia). Jefferies is sofferma anche sull’alto rendimento dei dividendi dell’istituto di credito nel contesto di un'attività relativamente difensiva rispetto ad altre banche, supportata dai recenti risultati degli stress test della Bce. Intesa Sanpaolo è scambiata a 0,9 volte il prezzo/net asset value tangibile per un rendimento del capitale proprio (Rote) del 16% nel 2025 con un dividendo atteso a valere sul bilancio 2023 di 0,26 euro per azione (yield del 10,6%) e 2024 di 0,32 euro per azione (yield del 12,8%).
Credem è una banca diversificata. La banca genera il 25% dei propri ricavi (2022) da attività al di là del banking tradizionale grazie a società interamente controllate nel settore assicurativo, della gestione patrimoniale e del private banking (seconda solo a Intesa Sanpaolo in questo settore). Jefferies ha stime per il 2023 del 7% al di sopra di quelle del consenso, del 7% al di sotto per il 2025 a causa della previsione di tassi più bassi. Credem è scambiata a 0,8 volte il prezzo/net asset value tangibile per un rendimento del capitale proprio (Rote) dell’11% nel 2025 con un dividendo atteso a valere sul bilancio 2023 di 0,49 euro per azione (yield del 6,3%) e 2024 di 0,47 euro per azione (yield del 6%).
Mediobanca. Sebbene la base di ricavi della banca sia ben diversificata e il recente piano industriale si concentri sulle leve giuste, data la valutazione attuale di 0,9 volte il prezzo/net asset value tangibile 2023 contro un Rote 2026 dell'11,4%, «vediamo opportunità di rischio-rendimento più elevate altrove», precisa Jefferies che a valere sul bilancio 2023 si aspetta un dividendo di 0,96 euro per azione (yield del 7,9%) e 2024 di 1,07 euro per azione (yield del 8,8%). (riproduzione riservata)