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Dio, la scienza e le prove: il best-seller di Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies

Incontro con i due autori del libro che ha conquistato la Francia e l’Italia, pronto a sbarcare negli Stati Uniti in autunno. Tre anni di lavoro, venti scienziati coinvolti e, in fondo, una sola domanda: perché diavolo siamo qui?

di Enrico Dal Buono
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Michel-Yves Bolloré, ingegnere informatico, ha partecipato con il fratello Vincent alla guida del gruppo Bolloré, di cui oggi dirige il settore industriale. Con il teologo e imprenditore Olivier Bonassies ha scritto Dio, la scienza e le prove (Sonda): tre anni di lavoro, venti scienziati coinvolti, 250mila copie vendute in Francia, ora in Italia e nel mercato statunitense in autunno. Ma in fondo una sola domanda, la prima: perché diavolo siamo qui? Gentleman ha incontrato gli autori.

Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies, autori di Dio, la scienza e le prove.
Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies, autori di Dio, la scienza e le prove.

Gentleman. Qual è la più decisiva prova dell’esistenza di Dio?

Michel-Yves Bolloré. Parlerei piuttosto di un’accumulazione di prove che puntano verso la stessa conclusione. Tutti siamo d’accordo sul principio filosofico secondo cui dal nulla non nasce nulla. Quindi, o l’universo è eterno o lo ha creato Dio. Se l’universo è eterno, come si è ritenuto per secoli, diciamo fino all’affermazione della teoria del Big Bang, allora possiamo fare a meno del concetto di Dio. Se invece non è eterno, allora deve esistere qualcosa di simile a un Dio creatore.

Olivier Bonassies. Il nostro libro è un’investigazione razionale che tocca molti campi dello scibile umano. Mi concentrerei sul concetto di “fine tuning”: le condizioni di esistenza dell’universo sono permesse solo da uno spettro ristrettissimo di costanti fisiche. Se una di queste costanti universali fosse appena diversa, nulla potrebbe esistere.

Gentleman. Dio ha creato l’universo per una ragione precisa o gli è…scappato per caso?

Michel-Yves Bolloré. Questa è una questione religiosa. La nostra investigazione si limita alla razionalità. Sappiamo che Dio ha creato l’universo ma non sappiamo chi sia né cosa voglia. Ciò permette al nostro libro di rivolgersi a un pubblico molto ampio. Per quanto riguarda il caso, se è vero che Einstein ha detto “Dio non gioca a dadi”, è altrettanto vero che tutti cercano di usare le parole di Einstein in un modo o nell’altro, per questo abbiamo dedicato al suo deismo un capitolo intero.

Olivier Bonassies. Ecco, a proposito di Einstein direi che ha avuto un’illuminazione: non puoi immaginare materia, spazio e tempo se non tutti insieme. L’inizio è l’inizio non solo della materia ma anche del tempo e dello spazio. Dunque la causa prima non può essere fatta né di tempo né di spazio né di materia: deve essere altro. E questo “altro” può già rappresentare una definizione di Dio. Quanto al caso: ora sappiamo che i quark devono avere esattamente la massa che hanno, basterebbe una differenza di un quasi nulla perché l’universo collassasse. Se uno vince al lotto tre giorni di seguito la polizia va a investigare: il caso non è una spiegazione sufficiente.

Dio, la scienza e le prove: il best-seller di Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies

Gentleman. L’esistenza di Dio suggerisce l’immortalità dell’anima?

Michel-Yves Bolloré. Dato il grande successo in Francia e Spagna, abbiamo avuto molti incontri e capito che questo è ciò che interessa soprattutto alla gente: il dopo. Se Dio non c’è, c’è il nulla, e quindi ciò che fai in vita diventa del tutto indifferente. Se invece c’è un futuro dopo la morte, le tue azioni acquistano un senso superiore. L’esistenza di Dio è una motivazione e mi pare che la gente ne abbia molto bisogno. Se fosse stato pubblicato cinquanta anni fa, quando tutti credevano, il nostro libro non avrebbe avuto questo successo. Oggi in Francia il 55% delle persone si dichiara atea. La mancanza di un senso, e quindi di principi etici secondo cui regolare il nostro comportamento, produce grande ansia.

Olivier Bonassies. Durante le nostre presentazioni a volte qualcuno dice che l’esistenza di Dio non cambia nulla per noi umani. Ma il materialismo è assenza di senso, di finalità. Se invece esiste qualcosa al di là della materia, le nostre azioni potrebbero avere un impatto sull’eternità. Secondo me l’agnosticismo è un buon atteggiamento all’inizio ma, dopo esserti informato, magari anche grazie a questo libro, dovresti possedere gli strumenti per decidere.

Gentleman. Credete che anche la bellezza di un manufatto umano sia una prova dell’esistenza di Dio?

Michel-Yves Bolloré. Stiamo lavorando su un secondo volume da 600 pagine in cui ci sarà una trattazione anche della bellezza del mondo. La bellezza è ovunque. Prima che nelle opere umane, la bellezza è nelle stelle, nei mari, negli animali: tanto efficienti quanto fragili. Pure questa è una prova dell’esistenza di Dio. L’esclamazione “mio Dio, che bello” è un argomento forte: anche gli atei, d’istinto, la pronunciano.

Olivier Bonassies. Nel Libro della Sapienza della Bibbia si dice che la bellezza del creato ci parla del suo creatore. E io credo che sia vero. Tutta questa bellezza, da un punto di vista probabilistico, è un’assurdità. E il fatto che noi stessi siamo in grado di produrre qualcosa di bello ci suggerisce che pure noi abbiamo in un certo modo a che fare con la divinità.

Gentleman. C’è una prova scientifica della libertà umana o non siamo più liberi di decidere di quanto lo sia un asteroide di colpire la Terra o un elettrone di orbitare?

Michel-Yves Bolloré. Posso dire che per molto tempo la scienza è stata deterministica. Mentre con la fisica quantistica abbiamo scoperto che perfino la materia non è deterministica.

Olivier Bonassies. La libertà non si può spiegare con la scienza. Ma noi, di essere liberi, lo sentiamo. E io credo che la libertà quasi corrisponda alla sua percezione. Possono dirci che tutto è determinato, ma noi sentiamo che non è vero. (Riproduzione riservata).

Orario di pubblicazione: 18/02/2025 10:28
Ultimo aggiornamento: 18/02/2025 10:28
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