La Commissione europea ha annunciato la ripartizione provvisoria dei 150 miliardi di euro del programma Safe (Security Action for Europe) per rafforzare le capacità di difesa dell’Unione Europea. Si tratta del «primo passo operativo» di un’iniziativa che punta a sostenere gli Stati membri nell’acquisto congiunto di equipaggiamenti militari e a rafforzare la base industriale europea della difesa.
In totale sono 19 i Paesi che hanno espresso l’intenzione di partecipare, con richieste superiori alle risorse disponibili: oltre all’Italia, nella lista figurano Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Finlandia.
Il meccanismo fornirà prestiti a lungo termine e a basso costo con un periodo di grazia di dieci anni per il rimborso, tassi di interesse competitivi e la possibilità di stipulare accordi bilaterali con Paesi terzi per ampliare la platea dei beneficiari. Safe sarà finanziato anche tramite l’emissione di bond comuni dell’Ue sui mercati.
Secondo la ripartizione provvisoria, all’Italia spetterebbero i 14,9 miliardi richiesti, alla Francia 16,2 miliardi, all’Ungheria 16,2 miliardi e alla Polonia 43,7 miliardi, che risulta il principale beneficiario dell’operazione.
Gli Stati membri dovranno ora preparare i piani di investimento nazionali da presentare entro la fine di novembre 2025. La Commissione procederà poi con le valutazioni, l’obiettivo è erogare i primi pagamenti all’inizio del 2026. L’Italia, come rivelato da questo giornale, ha già fatto partire i cantieri: ad agosto la premier Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi i vertici di Leonardo, Fincantieri, Cdp, Invitalia e Fs per avviare un confronto serrato su come spendere i fondi richiesti.
«Dopo l’assegnazione provvisoria dei prestiti Safe, è necessario passare rapidamente dalla fase di stanziamento a quella di produzione», ha dichiarato il commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, durante una conferenza stampa a Strasburgo.
«Gli importi non sono ancora definitivi», ha ricordato Kubilius, ma «la scadenza è fissata per novembre». La Commissione successivamente «verificherà il rispetto del diritto dell’Unione europea e, se la richiesta soddisferà le condizioni stabilite, preparerà una proposta al Consiglio affinché possa prendere una decisione esecutiva per ciascuno Stato partecipante». L’obiettivo, ha concluso il commissario «è quello di firmare accordi di prestito e accordi operativi con gli Stati membri nel primo trimestre del prossimo anno». (riproduzione riservata)