Morgan Stanley promuove Diasorin anche se la crescita del mercato diagnostico europeo ha rallentato nel secondo trimestre del 2025 a causa delle pressioni macroeconomiche (venti contrari in Cina, effetto cambi). Ma la crescita sottostante è rimasta robusta: a doppia cifra per i test point of care/ospedalieri con volumi elevati per quelli negli Stati Uniti e in Europa, trainati in parte dall’aumento dei test respiratori.
«Continuiamo a considerare il settore interessante per i fondamentali attraenti e ci aspettiamo che i multipli di valutazione rimangano elevati rispetto al settore Ue MedTech. Ma prendiamo profitto su bioMerieux dopo la sovraperformance del 30% rispetto ai competitor da inizio anno. Il nostro prezzo obiettivo sull’azione scende da 127 a 124 euro (-5,63% a 119 euro alla borsa di Parigi, ndr) per riflettere i rischi sugli utili a causa dei venti contrari dalla Cina e dell’impatto dei cambi valutari e declassiamo il rating da overweight a equal-weight», afferma Morgan Stanley.
Viceversa, la banca di investimento vede un rapporto rischio/rendimento sempre più interessante per Diasorin. Tanto da alzare il rating da equal weight a overweight e il target price da 100 a 101 euro (a 125 euro nello scenario migliore), +12% di potenziale upside rispetto alla quotazione attuale in borsa a 90,14 euro (+4,35%). «Sovrappesare in portafoglio il titolo Diasorin in quanto vediamo nel calo del 20% da inizio anno un’opportunità rara per possedere un asset diagnostico europeo core con driver di crescita nel medio termine interessanti e sostenibili come il portafoglio di immunodosaggi e i nuovi lanci di test molecolari che contribuiranno alla crescita delle vendite del 2026», spiega Morgan Stanley.
La stima del broker della crescita organica delle vendite della società per il 2026 si attesta a +8%, a 1,334 miliardi rispetto agli 1,24 miliardi attesi nel 2025, circa 100 punti base sopra quella del consenso. «Le pressioni sul mercato cinese: 5-10 milioni di euro nel 2025 dovrebbero dissiparsi e costituire una parte relativamente più modesta, il 2% dei ricavi del gruppo. La divisione molecolare vedrà per la prima volta il contributo completo alle vendite dei recenti lanci del LiaisonPlex», prosegue Morgan Stanley.
C’è spazio anche per un miglioramento del margine ebitda al 35,1% nel 2026, in linea con il consenso, e al 35,7% nel 2027 grazie alla crescita continua high single digit del business immunodiagnostico con margini elevati e alla riduzione dei costi, con la dismissione delle attività industriali presso il suo stabilimento di Dietzenbach, in Germania, annunciata il 31 luglio, che dovrebbe generare 7 milioni di risparmi all’anno, pari al 2% dell’ebitda del 2024. Ebitda stimato a 421 milioni a fine anno per poi salire a 468 e a 514 milioni nel 2026 e nel 2027.
Inoltre, l’azienda genera 250 milioni di free cash flow annuo, con uno yield del free cash flow 2025 del 5,3%, sopra quello di bioMerieux (2,8%) e dell’Ue MedTech (4,9%). E la valutazione (19 volte il p/e 2025 contro la media pre-Covid di 27 e la media dei competitor del settore della diagnostica di 25) ignora la crescita attesa: +8%, +10% e +13% per vendite, ebitda ed eps, rispettivamente. «Riteniamo lo sconto a cui tratta l’azione», conclude Morgan Stanley, «ingiustificato e ci aspettiamo un re-rating della valutazione man mano che la crescita accelera». (riproduzione riservata)