Il cda di Diasorin ha deliberato di sottoporre all’assemblea la proposta di autorizzazione all’acquisto di azioni proprie sino a un esborso complessivo massimo di 250 milioni e, in ogni caso, per un quantitativo massimo non superiore a 4,5 milioni di azioni, pari a circa l'8% del capitale. Sarà quindi proposto all’assemblea di autorizzare l’annullamento, senza riduzione del capitale della totalità delle azioni acquistate in esecuzione del buyback e di un quantitativo ulteriore di titoli già in portafoglio della società, sino a un massimo di 2 milioni di azioni.
A Piazza Affari il titolo Diasorin ha chiuso la seduta del 22 dicembre in rialzo del 4,7% a 67,32 euro. La performance a un anno resta negativa (-32,8%).
L’operazione si propone di remunerare gli azionisti e, in particolare: restituire valore ai soci con modalità alternative rispetto alla distribuzione di dividendi e migliorare le metriche finanziarie, in particolare l’utile per azione.
Il buyback - si legge in una nota - rappresenta un importante segnale di fiducia da parte del management di Diasorin, secondo cui i corsi azionari attuali non riflettono in pieno le prospettive future della società. L’operazione mantiene sostanzialmente inalterata la capacità di investire nelle opportunità di crescita organiche e inorganiche che si presenteranno, in linea con la strategia di sviluppo.
Il big della diagnostica ha chiuso il primo semestre 2025 con una crescita di ricavi e utile. I risultati sono stati trainati dall’aumento a doppia cifra delle vendite in Nord America e, tra i segmenti di business, dell’immunodiagnosica non Covid. (riproduzione riservata)