Un semplice esame del sangue per comprendere quali pazienti affetti da diabete di tipo 2 sono più a rischio di sviluppare un cancro. Questo strumento potrebbe presto diventare realtà sulla base delle evidenze di uno studio scientifico danese che verrà presentato nei prossimi giorni, durante il Congresso annuale dell’Associazione europea di studio sul diabete, in programma a Madrid dal 9 al 13 settembre.
È noto che un livello cronico di infiammazione, presente sia nel diabete di tipo 2 sia nell’obesità, ha un ruolo significativo nello sviluppo di determinati tipi di tumore, fra cui quello al seno, ai reni, all’addome, alla tiroide, alle ovaie e i tumori gastrointestinali. Un gruppo di ricercatori dello Steno Diabetes Center dell’ospedale universitario di Odense, in Danimarca, hanno così valutato se differenti livelli di citochine pro infiammatorie, ovvero proteine del sistema immunitario che aumentano l’infiammazione, possono aiutare a identificare gli individui con diabete di tipo 2 particolarmente esposti al rischio di sviluppare questo tipo di tumori correlati all’obesità.
«Comprendere quali sono i pazienti diabetici più a rischio ci potrebbe consentire di mettere a punto un monitoraggio più mirato ed efficace, migliorando potenzialmente l’esito mediante interventi precoci e trattamenti personalizzati», afferma Mathilde Dahlin Bennetsen, che ha guidato la ricerca.
Lo studio ha coinvolto 6.466 pazienti distinti in tre gruppi diversi in base al livello misurato nel sangue dell’interleuchina 6 (IL-6), una citochina pro infiammatoria. Sono stati monitorati per una media di 8,8 anni durante i quali 327 pazienti hanno sviluppato un cancro correlato all’obesità. Sono stati misurati anche gli altri biomarker infiammatori come il fattore di necrosi tumorale Tnf-alpha e la proteina C reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) ed è stato costruito un modello predittivo composto di ulteriori variabili cliniche e dati demografici. Da esso è emerso che Tnf-alpha e la proteina C reattiva ad alta sensibilità sono debolmente associati al rischio di sviluppare tumori, mentre il gruppo con i più alti livelli di IL-6 presentava un più alto rischio per queste patologie, del 51% in più rispetto al gruppo con i livelli più bassi di IL-6. Da queste evidenze i ricercatori hanno concluso che alti livelli di IL-6 sono associati alla possibilità di cancro-correlato all’obesità per chi ha ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2.
Di qui l’interesse a continuare ad ampliare gli studi per verificare la fattibilità di un test ematico che riesca a identificare questi pazienti a rischio più elevato di ammalarsi di cancro. La comprensione di tale correlazione fra alti livelli infiammatori e cancro ha, secondo gli studiosi, confermato l’importanza di adottare un sano stile di vita e controllare il livello di zuccheri nel sangue per ridurre l’infiammazione e il rischio di tumore. (riproduzione riservata)