Deutsche Bank ha deciso di non richiamare una delle sue obbligazioni subordinate di tipo Additional Tier 1 (AT1), prendendo di contropiede il mercato che si aspettava come di consueto il ritiro del bond alla prima call disponibile. Un fatto raro nel panorama bancario europeo, il mercato ricorda ancora il Santander in Spagna che nel 2019 aveva fatto la stessa scelta con un AT1 da 1,5 miliardi di euro. E, fatto ancora più raro, si tratta di un secondo mancato richiamo della stessa obbligazione di tipo perpetuo (la prima data era quella del 2020, in piena crisi Covid).
Il gruppo tedesco, guidato dall’ad Christian Sewing, ha annunciato venerdì 21 marzo in una nota che non eserciterà l’opzione di rimborso delle obbligazioni del valore di 1,25 miliardi di dollari al 4,789%, spiegando che intende valutare caso per caso i richiami. Nel frattempo, sempre Deutsche Bank ha annunciato che riscatterà un’altra obbligazione AT1 da 1,5 miliardi di dollari al 7,5% il 30 aprile.
Negli ultimi anni, il mercato degli AT1 ha registrato una forte crescita, con gli investitori sempre più propensi a sottoscrivere strumenti di debito rischiosi in quando emissioni di tipo subordinato, che hanno attirato i mercati per il loro rendimenti in una fase economica in cui le banche europee hanno registrato profitti record grazie all’aumento dei tassi di interesse. Gli AT1 sono stati pensati come strumenti di debito perpetuo, ma di norma vengono riscattati alla prima opzione disponibile.
La decisione di Deutsche Bank di non procedere al rimborso di questa obbligazione potrebbe aumentare le preoccupazioni degli investitori in merito al cosiddetto rischio di estensione. Secondo José Mosquera, Chief Investment Officer dell’hedge fund Rho Investments Multi-Strategy, il prezzo di offerta di queste obbligazioni si aggirava vicino alla pari venerdì prima dell’apertura dei mercati. Verso le ore 10:00, invece, il prezzo scende leggermente a 99,9. Il titolo Deutsche Bank, invece, è in rosso sul Dax dell’1,3% a 22 euro per 43 miliardi di capitalizzazione.
«Deutsche Bank è sempre stata più pragmatica e meno orientata agli investitori rispetto ad altre banche», ha spiegato Mosquera. «Gli investitori dovrebbero comprendere chiaramente che le decisioni di rimborso si basano esclusivamente su valutazioni economiche, anche se alcune banche sono più flessibili di altre».
Le emissioni di obbligazioni AT1, progettate per assorbire le perdite in caso di difficoltà finanziarie di una banca, hanno raggiunto il record di collocamento all’inizio del 2025, secondo il database di Bloomberg. Gli emittenti hanno approfittato degli spread contenuti per collocare nuovi strumenti sul mercato.
Giacomo Alessi, analista obbligazionario indipendente, spiega che per Deutsche Bank «la decisione tra i due bond è stata piuttosto semplice in quanto uno rifissa il coupon a Usd 5 Swap + 4,358% (nuova cedola oltre 8%), mentre il bond richiamato avrebbe rifissato il rendimento con un margine del 5,003%, pertanto parliamo di 65 punti base, ovvero un risparmio di circa 10 milioni di dollari ogni anno».
Il bond non richiamato, avverte Alessi, in realtà «aveva già "deluso" alla prima call nel 2020 in piena crisi Covid. Al momento il titolo non richiamato resta in area 100 di face value dando l'opportunità ad eventuali investitori che volessero uscire di vendere all'incirca al prezzo di call. Il coupon offerto tuttavia sembra più un'opportunità e quindi saranno in pochi a vendere. La prossima call potrà essere esercitata nel 04/2030 e personalmente prevedo che già dal prossimo mese questo bond prezzerà al di sopra della pari». (riproduzione riservata)