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Design Week, need a break? 5 posti dove bere (bene) al Salone del mobile

Dagli Champagne bar ai corner dedicati alla miscelazione, fino a mixology e fine dining d’autore, ecco dove vale la pena fermarsi. Uno è fuori percorso ma va provato… 

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Se c’è una costante al Salone del mobile sono le code, spesso anche se non sempre termometro di interesse dell’installazione. In ogni caso mettono alla prova anche i più giovani e pazienti. In alcuni casi, però, la gente in attesa non ha l’aria annoiata e insofferente ma un sorriso rilassato e un bicchiere in mano. Seguite l’esempio e concedetevi una sosta. Ecco gli stop che valgono la fila dagli Champagne ai corner dedicati alla miscelazione d’autore. Dove la fila non c’è, basta prenotare… 

Design Week, need a break? 5 posti dove bere (bene) al Salone del mobile

Edicola Carpano - piazza Mirabello 

Per diffondere la cultura del Vermouth, Fratelli Branca ha deciso di aprire per tutta la durata della Design Week la sua Edicola Carpano. Esperimento riuscito a giudicare dalle code di ragazzi in disciplinata attesa di scoprire la storia del primo codificatore del vino fortificato di Torino, Antonio Benedetto Carpano, ma soprattutto per assaggiare la sua Antica Formula e il mitico Punt e Mes, vermouth chinato.

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Attirati anche dai gift brandizzati: la tote bag personalizzata, poster d’archivio che raccontano l’heritage del brand e mini-size di Antica Formula, il gioiello di casa Carpano con un mini book dedicato all’arte della miscelazione. Per scoprire che il buon vecchio vermouth è il re della mixology, ingrediente principe dei cocktail più famosi, dal Martini al Negroni, passando per Hanky Panky e Manhattan.

Ginarte Lissoni - Mio Lab Park Hyatt 

A proposito di miscelazione e design d’autore, vale la pena prenotare un tavolo in uno degli indirizzi migliori di Milano, il Mio Lab all’interno dello spettacolare Park Hyatt hotel. Per ordinare un Conte in Spiaggia, signature cocktail di Alessandro Iacobucci Vitoni, Bar & Lobby Manager di Mio Lab. Elegante twist sul Negroni reso ancora più prezioso dalla nuova edizione limitata di Ginarte firmata da Piero Lissoni. 

Il premium dry gin toscano dedicato al mondo dell’arte, con Frida Kahlo e la street art, ora ha infatti coinvolto una delle grandi firme del design italiano. In questa versione preziosa della release per la prima volta anche il tappo è di vetro. 

Come si vede nella vetrina allestita per l’occasione nell’argenteria Dabbene, la bottiglia ridisegnata da Lissoni gioca su geometria e trasparenze. Il parallelepipedo satinato lascia ben visibile al centro un buco lucido che ricalca non a caso il cerchio perfetto di una coppa di Martini, il drink preferito dall’architetto che, citando Churchill, dice si amarlo molto secco con il gin che da molto lontano fa un cenno al vermouth. 

Perrier-Jouët - San Marco 

Appuntamento più effervescente della Design Week è lo Champagne bar di Perrier-Jouët che ogni anno fiorisce in San Marco. Quest’anno invece che sul sagrato della chiesa, si è sposata nel magnifico cortile che un tempo ospitò il giovane Mozart in tournée con il padre. Ai Chiostri della Chiesa di San Marco si potrà ammirare l’installazione creata per la maison da FormaFantasma, il wonder duo che ha firmato anche altri appuntamenti della Design Week, tra cui i Prada frames, simposio arrivato alla quarta edizione che si conferma anche a uno degli eventi più cool del Salone. 

Design Week, need a break? 5 posti dove bere (bene) al Salone del mobile

Dal sempre la maison Perrier-Jouët unisce la passione per l’arte e per la natura, dal 2012 questo si è materializzato in commissioni artistiche. Lo studio italiano Formafantasma, fondato da Andrea Trimarchi e Simone Farresin, che ha firmato il progetto Cohabitare, studiato con la squadra di naturalisti, entomologi, ecologi del paesaggio ed esperti di viticoltura rigenerativa della maison.

Il piano contribuisce alla biodiversità locale e si integrerà tra i vigneti della Champagne nell’Isola della Biodiversità un’area coltivata con specie selezionate, osservato per verficare i cambiamenti della biodiversità nell’area e atto a fornire un corridoio ecologico per facilitare il flusso continuo di specie animali tra le viti.

Strucchi x Cassina Cafè

Inaugurato nel cuore del Durini District, proprio in occasione della settimana del Salone, Strucchi x Cassina Café è un progetto destinato a durare e proporrà un’ampia selezione di signature cocktail ed eventi a partire dal mese di maggio.

Il nuovo design bar nasce sotto il segno dell’heritage italiano. Unisce infatti una delle firme più sofisticate e riconoscibili del design italiano Cassina con il nuovo brand creato da Paolo Dalla Mora. Dopo il gin Engine, l’imprenditore ha puntato sulla tradizione italiana per eccellenza, caratterizzata dal vermouth. 

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Grafica e personaggi delle etichette Strucchi prendono ispirazione da personaggi di fascino dei primi del secolo scorso Mata Hari (Vermouth Rosso), Josephine Baker (Dry), Greta Garbo (Bianco) e Rodolfo Valentino (Bitter). Mentre il brand prende il nome da un personaggio centrale nella storia del vermouth: Arnaldo Strucchi, direttore e socio di Gancia, ma soprattutto autore Vermouth di Torino (1907), tra i testi di riferimento per la stesura del disciplinare di produzione. 

Ruinart - Ristorante Abba 

Aprile è l’occasione per scoprire una nuova cuvée di Ruinart, per assaggiarla bisogna spingersi un poco fuori solite rotte del Salone, fino al Certosa District. Qui in un’ex fabbrica di pennelli ha aperto il suo ristorante Fabio Abbattista, allievo di Marchesi, già chef dell’Albereta che ha deciso di giocare da solo in questo ristorante in stile scandinavo aperto da quest’estate nell’ex fabbrica di pennelli del Certosa District.

Qui si è tenuta la cena ufficiale di presentazione della cuvée in occasione della XXIX edizione di Miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea che si è svolta a Milano poco prima del Salone e di cui Ruinart è partner ufficiale per il 12° anno consecutivo e dove ha presentato in anteprima le opere dell’artista Julian Charrière, nuovo protagonista del progetto Conversations with Nature della Maison. 

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Ruinart la più antica maison di Champagne ha una gamma molto corta di cuvée, così la nascita di una nuova etichetta è davvero una grande notizia: Blanc Singulier. Nasce da un approccio singolare, appunto alla cifra della maison di Champagne più antica, lo Chardonnay per assecondare il cambiamento climatico con un approccio enologico innovativo. 

Per esaltarne il gusto pieno di Ruinart Blanc Singulier Edition 19, lo chef ha studiato un menù di cinque portate: Burrata, piselli, caviale e granita alla menta; Seppia, carciofi e sesamo di Ispica; Risotto, robiola, cefalo e berberè; Lavarello, lenticchie nere e radice di curcuma. E per finire il dessert Crema montata di ricotta, fragole e rabarbaro, in abbinamento a Ruinart Rosé. (Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 11/04/2025 14:08
Ultimo aggiornamento: 11/04/2025 14:09
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