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PAOLO DELLACHA' CEO DE NORA GROUP
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De Nora, l’outlook al 2027 delude. Titolo in picchiata: -23%. Il ceo Dellachà: nuove acquisizioni in vista

19 marzo 2025, 11:11 Ultimo aggiornamento: 18:25

De Nora non solo ha registrato un -12,4% dell'utile rettificato nel 2024, ma ha fornito previsioni più basse del previsto nel piano industriale 2025-2027. L’ad Paolo Dellachà punta su alcuni mega trend, come quello del litio, recuperato dalle batterie esauste

Il titolo Industrie De Nora crolla a Piazza Affari del 23,11% a 7,72 euro (minimo intraday a 7,50 euro), il maggior calo giornaliero dall’Ipo del 2022. Fino alla chiusura della sessione precedente, l’azione aveva guadagnato il 32,6% da inizio anno. Il gruppo elettrochimico non solo ha registrato una contrazione del 12,4% dell'utile netto rettificato nel 2024 a 88,8 milioni di euro (ricavi +0,7% a 862,6 milioni), ma ha fornito indicazioni deludenti nel piano industriale 2025-2027.

L’outlook al 2027 delude

In particolare, ha previsto una crescita dei ricavi «low single-digit» fino al 2027, rispetto alla precedente previsione di una crescita a singola cifra elevata per il periodo 2024-2026 e sotto le stime di Banca Akros e del consenso di circa il 5% nel periodo 2024-2026. Anche i ricavi core (Electrode e Water Technologies) sono visti in crescita low single-digit, sempre sotto le stime di Banca Akros di una crescita annua del 3,5% e del 6%, rispettivamente, nel periodo 2024-2026. Inoltre, l’azienda si aspetta margini ebitda adjusted tra il 15% e il 17% rispetto al target precedente del 18%-19% (18% la stima di Banca Akros e del consenso). Mentre la posizione finanziaria netta è prevista positiva a fine piano, in linea con il 2024, inclusi 190 milioni di euro di capex cumulati nel periodo 2025-2027, rispetto al consenso di 108 milioni nel 2026. Confermata la distribuzione di dividendi con un pay-out ratio del 25%, in linea con le stime di Banca Akros.

I giudizi degli analisti

«Gli obiettivi 2025-2027 sono molto più deboli del previsto a causa di una minor crescita dell'unità di business Electrode e di un margine ebitda più basso», commenta Banca Akros. «Invece, i risultati 2024 hanno confermato i dati preliminari già divulgati. L'utile netto rettificato è risultato in linea con le nostre stime a 88,8 milioni di euro e il cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 10,4 centesimi per azione, leggermente superiore alla nostra stima di 10,1 centesimi per azione». Banca Akros, che a questo punto si aspetta una revisione al ribasso a doppia cifra delle stime future, ha comunque confermato il rating buy e il target price a 9,50 euro sul titolo De Nora e Mediobanca Research outperform. Mentre Jefferies ha ribadito il rating più cauto hold e il target price a 8 euro.

L’ad, Paolo Dellachà, è ottimista

L’ad, Paolo Dellachà, è comunque ottimista. «Il 2024 è stato un anno molto soddisfacente in un contesto macroeconomico e geopolitico non sempre facile e favorevole. De Nora ha continuato a perseguire e realizzare una crescita sostenibile e profittevole in tutte le geografie in cui opera, grazie alle solide performance di tutti i segmenti di business. Oltre agli eccellenti risultati finanziari, che si sono rivelati anche migliori della nostra guidance in termini di profittabilità, De Nora ha continuato a gettare le basi per una crescita sostenibile di breve e medio termine», ha dichiarato nel comunicato.

Nuove acquisizioni in vista

Nel 2025 «contiamo di crescere a singola cifra a livello consolidato grazie al nostro core business (Electrode Technologies e Water Technologies, ndr), che si dimostra resiliente, e alla buona generazione di cassa», ha sottolineato a milanofinanza.it Dellachà, annunciando nuove acquisizioni nell’arco di un anno, in particolare nel segmento di business Water Technologies (+5,5% i ricavi nel 2024 su base annua).

Quanto all’andamento del business Energy Transition (ricavi +3,2% nel 2024), il backlog a fine 2024 era pari a 120 milioni, di cui circa il 97% produrrà ricavi nel corso del 2025, proiettando una crescita del fatturato dell’anno in corso high single-digit. Tuttavia, con riferimento agli anni successivi del piano al 2027, «abbiamo evidenziato per quanto concerne l’energy transition che il fatturato riportato nel piano riflette il backlog attuale, mentre rimane inalterata la fiducia sullo sviluppo a medio termine del business relativo all’idrogeno i cui avanzamenti saranno prontamente riferiti al mercato», spiega l’ad.

Il mega trend del litio

Infatti, sebbene la pipeline commerciale sia ricca e in crescita, la concretizzazione dei progetti dipende anche da fattori esterni, in particolare regolatori, sui quali De Nora e i suoi partner non hanno controllo. «Abbiamo, quindi, preferito adottare un approccio più realistico del solito», aggiunge il top manager, assicurando che, comunque, ci sono importanti progetti di taglia media in fase avanzata di realizzazione. «Se dovessero essere portati a termine prima del previsto il mercato sarà subito avvisato», indica Dellachà.

Dunque, De Nora resta impegnata a investire e a remunerare i suoi azionisti, ma il target di payout ratio rimane al 25% anche al 2027: «abbiamo una capacità produttiva flessibile e non vogliamo incrementarla. Impiegheremo le risorse per eventuali acquisizioni in Europa, dove abbiamo una presenza a macchia di leopardo, in Nord e Sud America, ma anche in Asia. Inoltre, la nostra versatilità ci offre l’opportunità di cavalcare alcuni mega trend, come quello del litio, recuperato dalle batterie esauste, dove stiamo raccogliendo ordini consistenti. A dimostrazione che il business Energy Transition non è solo legato al mercato dell'idrogeno green», conclude il ceo.

I target 2025 

Per il solo esercizio 2025 il management si attende una crescita «low single digit» dei ricavi, supportata dall’elevata visibilità offerta dal backlog al 31 dicembre 2024 (558 milioni dai 612,1 milioni del 2023; l’acquisizione di nuovi ordini è stata di 820 milioni, +15,4% su base annua), in particolare relativo ai segmenti Water Technologies (ricavi per 304,1 milioni nel 2024) ed Energy Transition (ricavi per 105,2 milioni, +2,9%). Questo vuol dire ricavi tra 880 e 895 milioni rispetto ai 895 milioni stimati da Mediobanca Research e ai 905 milioni attesi dal consenso Bloomberg.

Il margine ebitda adjusted consolidato è stimato al 17% rispetto al 18% previsto sia da Mediobanca Research sia dal consenso Bloomberg. «Rispetto ai piani triennali precedenti, l’azienda ha adottato un approccio molto più conservativo per il segmento Energy Transition, passando di fatto da obiettivi triennali a una guidance annuale», sottolinea Mediobanca Research. «Sebbene il prezzo attuale dell’azione rifletta il valore dei business core tradizionali Electrode e Water Technologies, assegnando un valore quasi nullo alla Energy Transition, gli obiettivi di medio termine per il 2027 potrebbero essere percepiti come deludenti. Dopo la forte performance del titolo, +30% da inizio anno, soprattutto in scia alla pubblicazione dei risultati preliminari a metà febbraio, oggi potrebbe verificarsi qualche presa di profitto». Attualmente Banca Akros si aspetta a fine anno ricavi a 907 milioni, un utile netto a 87 milioni e un dividendo a 0,10 euro per azione, stime che con ogni probabilità verranno riviste al ribasso. (riproduzione riservata)



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