Il presidente Donald Trump intensifica la pressione su due dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, annunciando nuovi dazi del 25% su beni provenienti da Giappone e Corea del Sud a partire dal 1° agosto. La comunicazione è arrivata tramite lettere ufficiali inviate lunedì 7 ai leader dei due Paesi e pubblicate dallo stesso Trump su Truth Social. Circa due ore dopo, ha annunciato che documenti simili sono stati inviati a Malesia, Kazakistan, Sudafrica, Myanmar e Laos, per informare i loro leader delle nuove tariffe, con aliquote fino al 40%.
Al centro della mossa ci sono gli squilibri commerciali tra Washington e i due alleati asiatici. Trump ha lamentato che gli Stati Uniti continuano a importare molto più di quanto esportino, e ha accusato Tokyo e Seul di adottare politiche che ostacolano la penetrazione dei prodotti americani nei loro mercati.
«Il 25% è una soglia ben al di sotto di quanto servirebbe per colmare il divario commerciale», ha scritto l'ex presidente in entrambe le lettere, che risultano pressoché identiche. Trump ha poi aperto alla possibilità di evitare i dazi, invitando le aziende giapponesi e sudcoreane a produrre direttamente negli Stati Uniti. «In quel caso — ha promesso — faremo tutto il possibile per concedere le autorizzazioni in poche settimane, in modo rapido, professionale e senza ostacoli».
La misura, che entrerà in vigore tra meno di un mese, potrebbe lasciare margini di trattativa, ma intanto segna un nuovo capitolo nella linea dura di Trump sul commercio internazionale — un tema che resta centrale nella sua agenda elettorale.
Il presidente Usa ha anche minacciato di aumentare i dazi oltre il 25% se Corea del Sud o Giappone dovessero rispondere con misure simili contro gli Stati Uniti. In merito ha dichiarato: «Se per qualsiasi motivo decideste di alzare i vostri dazi, qualunque sia la percentuale scelta, verrà aggiunta al 25% che già applichiamo». Il Giappone era inizialmente destinato a subire un dazio del 24%, mentre per la Corea del Sud era già previsto il 25%.
Il tycoon ha inoltre minacciato di inviare nuove lettere ai leader di altri Paesi in vista della scadenza fissata del 9 luglio: termine ultimo per raggiungere un accordo ed evitare dazi più pesanti. Questa data segna la fine della sospensione temporanea sui dazi «reciproci», introdotta ad aprile.
Dopo le comunicazioni a Corea del Sud e Giappone, altri circa 12 Paesi riceveranno a breve notifiche ufficiali e lettere firmate direttamente dal presidente Donald Trump. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, commentando i documenti diffusi dal presidente su Truth Social riguardo ai dazi che entreranno in vigore dal primo agosto per i due alleati asiatici degli Stati Uniti.
Leavitt ha inoltre annunciato che Trump firmerà oggi un ordine esecutivo per posticipare la scadenza inizialmente fissata al 9 luglio, rinviandola al 1° agosto.