skin track
Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen
Europa Leggi dopo

Dazi, Ue e Usa vicini a un accordo sul 15%. Ecco i vantaggi per l’Europa, a partire dall’auto

23 luglio 2025, 18:10 Ultimo aggiornamento: 20:27

L’intesa non comporterebbe costi aggiuntivi per l’Europa che, oltre al 10% da aprile, paga già una tariffa preesistente del 5%. Trump otterrebbe invece una vittoria di facciata. Per l’auto dazi giù al 15% dal 25% | La paura della premier Meloni: Italia in recessione a causa delle tariffe di Trump

L’accordo tra Stati Uniti e Giappone sui dazi non è passato inosservato a Bruxelles. La Commissione l’ha interpretato come un’apertura anche verso l’Europa, che fa ben sperare in un’intesa prima dell’1 agosto, giorno in cui partiranno le tariffe al 30% minacciate da Donald Trump.

Saltata oramai l’ipotesi di dazi al 10%, il commissario al Commercio Maros Sefcovic è vicino a un accordo che prevede tariffe al 15%, con esenzioni in settori strategici come l’aeronautico.

Nessun costo aggiuntivo per l’Ue

Secondo il Financial Times l’intesa non comporterà costi aggiuntivi per l’Ue perché, oltre al 10% in vigore da aprile, gli esportatori europei pagano anche i dazi preesistenti, in media del 4,8% (clausola della nazione più favorita). Il nuovo accordo li incorpora, quindi per la Commissione il 15% in discussione rappresenta solo il consolidamento dell’esistente, non una tariffa più alta.

E ancora più importante, la soglia si applicherebbe alle auto, finora sottoposte a dazi del 25%, in cambio del riconoscimento di alcuni standard tecnici statunitensi. Trump otterrebbe invece l’eliminazione della clausola della nazione più favorita, pagata anche dagli Usa per esportare in Ue, e potrebbe vantarsi di aver strappato un livello più alto (ma solo apparente) di dazi.

La variante Trump

La decisione finale spetta proprio al presidente americano. I contatti tra le parti restano costanti e Sefcovic ha sentito di nuovo il suo omologo Howard Lutnick. La sensazione a Bruxelles è ora o mai più, perché il rischio altrimenti è che il negoziato possa complicarsi ancora. L’altro timore dell’Ue è che Trump rimetta tutto in discussione tra qualche mese. E c’è anche chi teme fughe in avanti della Germania che, per ottenere le concessioni sull’auto strappate dal Giappone, potrebbe premere per cedere su altri punti.

Come il dazio aggiuntivo di almeno il 5% sui prodotti agricoli (rispetto al 15% di base) chiesto dagli Usa, che creerebbe gravi problemi all’Italia. «L’Ue deve difendere i suoi interessi: non può accettare un accordo capestro con tariffe di base dieci volte più elevate di quelle che applica in media sulle merci americane e con aggravi ulteriori su auto e materie prime», commenta Brando Benifei (PD), presidente della Delegazione per le Relazioni con gli Usa dell’Europarlamento. «Serve un’intesa equa o altrimenti prepararsi alle contromisure per negoziare meglio in seguito».

Bruxelles si cautela

Anche per questo motivo Bruxelles continua a lavorare su una possibile risposta. La Commissione fonderà le sue due liste di contro-dazi in un unico elenco da 90 miliardi, che dovrà essere approvato dai governi e da attivare dal 7 agosto in caso di no deal. Sull’uso dello strumento anti-coercizione, invece, non è certa l’esistenza del consenso necessario.

Per l’agenzia Ansa c’è una maggioranza qualificata tra gli Stati, mentre una fonte europea ha fornito la versione opposta a MF-Milano Finanza. Approvare ora il bazooka, che consente di escludere le imprese americane dal mercato unico, significherebbe bollare Trump come un nemico, cosa che non faciliterebbe le trattative ora sul giusto binario.

La missione in Cina

Per il resto l’Ue porta avanti il piano di diversificazione commerciale, per rendere il 13% di scambi con gli Usa meno rilevante. Il 23 luglio, dal Giappone, la presidente della Commissione ha parlato di passi avanti verso un partenariato più stretto con Tokyo.

Il tour di Ursula von der Leyen prosegue il 24 luglio in Cina, dove incontrerà il presidente Xi Jinping. L’obiettivo è rafforzare le relazioni commerciali, ma mancano aperture sugli altri nodi, come i controlli cinesi sull’export di terre rare, la sovracapacità produttiva di Pechino e le restrizioni all’accesso delle imprese Ue nel mercato del Dragone. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)