Vale 760 milioni il maxi contratto per il primo cargo privato spaziale europeo. Con cui l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha assegnato - tramite una gara aperta - all’europea The Exploration Company (Tec) un contratto per servizi di trasporto tramite capsula da e verso l’orbita terrestre bassa. Così l’Europa accelera sulla corsa allo spazio commerciale e punta a costruire una capacità di trasporto autonoma, con missioni in grado sia di raggiungere l'orbita bassa, dove attualmente opera la Stazione Spaziale Internazionale, sia di rientrare a Terra.
L’accordo, siglato oggi (giovedì 10 settembre) a Parigi nell'ambito del Summit Internazionale dello Spazio, è un passo decisivo per la concretizzazione della seconda fase del programma Leo Cargo Return Service (LCRS), approvato dagli Stati membri dell’ESA nel 2022, e ritenuto nuovamente strategico dalla conferenza ministeriale di novembre 2025, aprendo la strada alla Fase 2, sotto la nuova etichetta di Aladdin (Autonomous Leo Accelerated Demo Docking to Iss Node).
Al centro del progetto c’è Nyx, la capsula cargo, sviluppata da The Exploration Company nei siti di Monaco di Baviera, Bordeaux e Torino e attualmente sottoposta al processo di certificazione della Nasa per le missioni verso la Stazione spaziale internazionale (Iss). La ceo di TEC, Héléne Huby, ha anticipato nella conferenza per il lancio dell’accordo a cui MF-Milano Finanza che la capsula sarà in grado di trasportare 4 tonnellate di carico verso la Iss, e riportarne 2,6 a Terra.
Da segnalare che dei 760 milioni di euro del contratto 310 sono destinati alla missione dimostrativa della Nyx verso la Stazione spaziale internazionale, il cui lancio è previsto con un razzo Ariane 6 (di Arianspace) dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, rafforzando così la componente europea dell’intera catena: dalla produzione del veicolo al vettore e fino alla destinazione orbitale.
La missione dimostrativa di Nyx verso la Iss sarà finanziata per il 60% dall’Esa, mentre il restante 40% è già stato raccolto da investitori privati. Un meccanismo che fotografa il nuovo modello verso cui si sta orientando l’industria spaziale europea: le agenzie pubbliche come clienti di riferimento, capaci di ridurre il rischio industriale e tecnologico, e i capitali privati chiamati a sostenere lo sviluppo e la successiva commercializzazione dei servizi.
Ci sono poi gli altri 450 milioni dell’accordo destinati a due missioni di servizio opzionali, che saranno confermate in un secondo momento, dirette o verso la Iss o verso una futura stazione spaziale commerciale.
Restando in tema della partita europea della logistica spaziale, in conferenza stampa Daniel Neuenschwander, director of Human and Robotic Exploration dell’Esa ha dichiarato che l’Agenzia è attualmente in una fase di «clarification» con Thales Alenia Space Italia, e che se riusciranno a superarla l’Esa assegnerà anche a loro un contratto cargo verso la Iss. (riproduzione riservata)