Il governo vuole aumentare la produzione nazionale di gas e petrolio. Con un videomessaggio su Youtube nella serata del 10 settembre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il via libera a un provvedimento d’urgenza per dare nuova spinta a trivellazioni e sfruttamento dei giacimenti nazionali, onshore come la Val d’Agri che vale l’85% del greggio prodotto in Italia e il 30% del gas, e offshore, come Argo-Cassiopea nel canale di Sicilia.
La norma approvata in Cdm, ha spiegato Meloni, «permetterà allo Stato di nominare dei commissari, che aiutino le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può più permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione. Aumentare la produzione nazionale significa ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione. Oltre a generare maggiori royalties e benefici economici e occupazionali per i territori».
La misura rientra nello schema di decreto legge all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri: «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche», che coinvolge i ministeri dell’Economia e delle Finanze, dell’Ambiente e Sicurezza Energetica e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel suo messaggio, la presidente del Consiglio ha ricordato anche tutti i provvedimenti del governo in teme di sicurezza energetica. «In questi anni noi abbiamo diversificato le fonti di approvvigionamento, abbiamo stretto nuovi accordi con i Paesi produttori, rafforzato il ruolo dell’Italia come hub energetico del Mediterraneo. E, sul fronte delle energie rinnovabili, abbiamo installato finora circa 28 gigawatt in più, facendo tre volte meglio di quello che è stato fatto nello stesso periodo da chi oggi ci fa la morale sull’energia green. Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere cittadini e imprese dal caro energia, potenziato e allargato il bonus sociale a milioni di famiglie, aiutato piccole e grandi imprese ad avere bollette più leggere», ha proseguito Meloni. «E, poi, sulle accise, il taglio che oggi è stato prorogato ancora, per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana. Ma, ovviamente, non basta, serve fare di più. Per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo», ha detto, prima di anticipare il contenuto della norma.
»Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas. Perché non ha molto senso comprare all'estero questa energia, quando possiamo produrla anche qui in Italia», ha aggiunto.
Secondo i dati di Snam, dall’inizio dell’anno a fine agosto la produzione nazionale di gas è stata di circa 2 miliardi di metri cubi, ancora poco per ipotizzare una forma di indipendenza energetica. (riproduzione riservata)