I dazi al 30% annunciati dal presidente Usa, Donald Trump, sui prodotti europei potrebbero costare alle famiglie statunitensi e all’agroalimentare italiano fino a 2,5 miliardi di euro di danni diretti. Una vera e propria «mazzata per l’agroalimentare italiano se si considera che le nuove tariffe andrebbero a sommarsi a quelle già esistenti, penalizzando alcune filiere cardine: con i nuovi dazi, i rincari arriverebbero al 45% per i formaggi, al 35% per i vini e al 42% per conserve e marmellate».A snocciolare cifre che fanno paura per il Made in Italy è il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, raggiunto telefonicamente da Milano Finanza a Bruxelles.
«Siamo qui per manifestare la forte preoccupazione per l’ipotesi di un fondo unico che accorpi le politiche europee, comprese le risorse della Politica Agricola Comune (Pac). La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, sta proponendo di annacquare in un fondo unico le varie politiche europee, compresa la politica agricola comune. Si tratta di una proposta pericolosa che di fatto annullerebbe quell’eccezionalismo agricolo che ha garantito all’Europa di non avere crisi alimentari. E aprirebbe le porte alle importazioni di cibi che non rispettano i nostri standard ambientali, sociali e di tutela della salute».
Il riferimento è anche ad una eventuale ratifica dell’accordo della Ue con il Mercosur, il blocco economico formato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che «comporterebbe un danno per il settore agroalimentare europeo e non compenserebbe i dazi di Trump.
Purtroppo la von der Leyen è arrivata con grande ritardo sulla questione dazi. Vista la delicatezza del tema ci si aspettava, invece, un’azione più vigorosa in termini politici, cercando un dialogo preventivo. E, invece, non possiamo che constatare, se dovessero essere confermati i dazi il 1 agosto, il totale fallimento della politica esercitata dalla von der Leyen a danno dei settori produttivi. È il momento di spendersi per una soluzione vera. In un momento delicatissimo per gli equilibri geopolitici ed economici globali, quello che colpisce è, invece, la totale assenza di coraggio e di visione strategica dell’Ue».
Per il numero uno della Coldiretti «l’Europa deve ora trovare il coraggio di fare più investimenti, così come abbiamo chiesto al governo Meloni di immettere un supplemento di risorse ad agenzie strategiche come Ice (l’Agenzia per la promozione all’estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) e Sace (Servizi Assicurativi del Commercio Estero, direttamente controllato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze)», conclude. (riproduzione riservata)