Datalogic paga caro in borsa l’outlook conservativo per il 2025 e non solo. L’azione ha perso in chiusura l’8,31% a 4,47 euro, dopo essere scivolata fino a un minimo a 4,265 euro (il minimo dell’anno è a quota 4,2550, 20 gennaio). La società attiva nei settori dell'acquisizione automatica dei dati e dell'automazione industriale ha chiuso l’esercizio 2024 con un utile netto di 13,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 9,5 milioni del 2023 (dividendo di 0,12 euro per azione) grazie alla cessione di Informatics Holdings, ma i ricavi sono scesi del 4,8% a 493,8 milioni. In contrazione del 3,1% anche l’ebitda adjusted pari a 44,5 milioni con un margine cresciuto solo leggermente al 9% (8,9% del 2023) per merito del controllo dei costi. Infine, l’indebitamento finanziario netto è migliorato di 25,8 milioni a 9,5 milioni.
«Nonostante la contrazione dei ricavi, l’azienda ha mostrato resilienza nei segmenti chiave, in particolare nel Data Capture, che ora rappresenta il 67,2% delle vendite totali (in crescita rispetto al 61,4% del 2023) e ha registrato una crescita del 4,1% su base annua. Invece, l’Industrial Automation ha subito un forte calo del 18,9%, con impatti su tutte le aree geografiche, soprattutto nell’area Apac», osserva Banca Akros. A livello geografico, le Americhe hanno registrato una crescita del 2,6%, mentre l’Emea è calata del 6,3% e l’Italia ha subito la maggior contrazione: -15,7%. Quanto alla regione Apac ha registrato un calo a doppia cifra (-15,8%), evidenziando un contesto macroeconomico difficile.
Durante la conference call con gli analisti, il management di Datalogic ha evidenziato che nella prima parte del 2025, in particolare nel primo trimestre, permangono incertezze legate alle condizioni geopolitiche e macroeconomiche, prevedendo un primo trimestre in leggera crescita. Mentre per l’intero esercizio 2025 ha stimato una crescita intorno al 5%, trainata dal segmento Data Capture, che dovrebbe più che compensare la continua performance negativa dell’Industrial Automation, e una redditività a doppia cifra. «Confermiamo, quindi, la nostra previsione di una crescita del fatturato del 6% su base annua per il 2025 a 527 milioni, ritenendo prudente l’indicazione fornita dalla società, e stimiamo una redditività al 10%, poiché il quarto trimestre del 2024 ha dimostrato che è un obiettivo credibile», precisa Banca Akros.
In particolare, il segmento Industrial Automation, grazie ai nuovi prodotti (ad esempio lo scanner industriale), sta mostrando ordini in crescita del +8%/+10% e dovrebbe riprendersi nella seconda metà dell'anno, mentre gli ordini del segmento Data Capture sono attesi positivi nel primo trimestre grazie all’arrivo di un grande contratto nei prossimi giorni. Discorso diverso per il mobile: c’è grande pipeline, ma incertezza sul timing di aggiudicazione. Per quanto riguarda poi i margini il gruppo si aspetta un miglioramento.
Ma Equita ha proprio ridotto le stime sull’ebitda per il 2025 del -12% e quelle sui ricavi del -5%, assumendo un andamento meno dinamico per il business Industrial Automation (+2% da +10%). «Ci portiamo, quindi, in linea al consenso con una stima di ebitda adjusted a 55 milioni», precisa la Sim che ha tagliato di conseguenza il target price sul titolo da 6,6 a 5,8 euro (il rating resta buy), avvertendo che il tema dazi rimane un rischio da monitorare: «stimiamo che circa il 28-30% del fatturato del gruppo sia generato negli Stati Uniti di cui Data Capture (80% delle vendite Usa) è in larghissima parte importato dal Vietnam; Industrial Automation (20% restante) è importato dall’Europa (Italia/Ungheria). Come parziale mitigant, i concorrenti hanno base produttiva essenzialmente in Asia», conclude Equita. Anche Banca Akros ha confermato un giudizio positivo sull’azione: accumulate e target price a 6 euro. (riproduzione riservata)