Danni limitati per i giovani Haut-Brion
Perdita media del 9,72% alle aste per le annate dal 1992 al 2012
La domanda che viene alla mente, prima ancora di vedere i risultati ottenuti dalle vendemmie più giovani di Château Haut-Brion alle aste dei primi sette mesi del 2019, è questa: hanno subito lo stesso crollo dei prezzi (meno 36,42%) registrato dalle bottiglie più anziane e analizzato nella precedente puntata? La tabella fa temere che agli Haut-Brion più giovani sia andata anche peggio: dei 19 millesimi quotati sia quest’anno che nel 2018 solo 4 sono rincarati mentre 15 hanno subito una decurtazione di prezzo. E invece non è andata poi così male: a conti fatti una perdita c’è stata, ma di 882 euro su un investimento di 9.075, quindi inferiore al 10% (meno 9,72%, per l’esattezza).
Non c’è da stupirsi: è inevitabile che nei confronti delle annate junior l’atteggiamento del variegato popolo degli investitori (collezionisti, enotecari, ristoratori) sia diverso da quello che manifesta verso le annate senior. I casi di contraffazione dei vini che hanno spinto gli Châteaux più famosi a reagire mettendo all’asta bottiglie conservate nelle loro cantine riguardavano esclusivamente i millesimi d’antan. La spinta prima al rialzo e poi al ribasso dei prezzi che queste iniziative hanno provocato non ha perciò avuto alcuna influenza sui prezzi spuntati dalle annate più recenti. Ciò significa perciò che senza lo sconvolgimento del mercato da esse provocato, il prezzo di tutti i millesimi, dal 1945 al 2012, avrebbe subito mediamente un ribasso del 9,75%. Mentre per le annate vecchie più quelle giovani la perdita è stata del 28,72%. (riproduzione riservata)
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