Maxi contratto per Danieli. L’azienda di Buttrio si è aggiudicata il 1° maggio dal colosso siderurgico Ssab il contratto per la fornitura tecnologica completa del nuovo impianto per prodotti piani di Luleå in Svezia. Il nuovo stabilimento del produttore svedese di acciai speciali e premium avrà una capacità annua di 2,5 milioni di tonnellate di acciai speciali e sarà composto da due forni DigiMelter con alimentatore Q-One, da un impianto innovativo per la metallurgia secondaria, da un laminatoio per nastri (Quality strip production) oltre a tutti gli impianti ausiliari per il trattamento dell'acqua e dei fumi.
Inoltre, l’impianto sarà alimentato con una miscela di Dri 100% Carbon fossil free proveniente dall'impianto dimostrativo Hybrit di Gällivare oltre che da rottami riciclati. Il valore complessivo dell'ordine firmato da Danieli è di circa 1 miliardo di euro, pari a circa un terzo della raccolta ordini attesa a fine 2025, che sarà pagato con l'utilizzo di un Sace backed long-term facility, un prestito a lungo termine garantito da Sace, la società pubblica italiana che supporta le imprese (soprattutto esportatrici) attraverso finanziamenti.
L'avvio del nuovo impianto è previsto per la fine del 2028, con piena capacità operativa un anno dopo. L'investimento rappresenta un passo significativo nella strategia di Ssab di conquistare una posizione di leadership nel settore degli acciai speciali di alta gamma e premium price per una produzione a zero emissioni.
Una volta completato, l’azienda smantellerà l'attuale sistema di produzione basato sull'altoforno di Luleå, riducendo le emissioni di CO2 della Svezia del 7%, oltre alla diminuzione del 3% ottenuta con la conversione dello stabilimento di Oxelösund.
Separatamente, Nsl Green Steel Recycling, società interamente controllata da Jsw Steel, ha selezionato la tecnologia Danieli Centro Recycling per il suo nuovo trituratore heavy-duty, che sarà installato a Khalapur, in India. Il trituratore scelto lavorerà una miscela di rottami ferrosi di grado da leggero a medio, rottami da demolizione leggeri tagliati, automobili e pacchi di auto, con una produttività superiore a 100 tonnellate all’ora. Il sistema di separazione dei rottami triturati a valle pulirà il materiale e separerà i rottami ferrosi e non ferrosi; un nastro trasportatore radiale accumulerà il prodotto ferroso triturato in un'unica area. Il motore principale del trituratore sarà alimentato da un sistema brevettato da Danieli a velocità variabile che, grazie all’elevata efficienza media del motore, migliorerà i livelli di produttività. Tutte caratteristiche che garantiscono un consumo elettrico minore (kWh/tonnellata) rispetto ai sistemi tradizionali, senza compromettere la produttività.
Grazie a questo nuovo contratto il titolo Danieli balza del 5,12% a 31,85 euro a Piazza Affari. «Questo nuovo ordine conferma che Danieli, grazie alla sua tecnologia proprietaria unica sul mercato, è uno degli attori destinati a beneficiare maggiormente del mega trend della transizione green negli impianti siderurgici europei», ha commentato Banca Akros. «Il nuovo ordine ricevuto da Jws conferma la storica relazione di Danieli con questo importante produttore nel mercato indiano, destinato a crescere significativamente nei prossimi anni. Confermiamo la nostra visione positiva sul titolo: accumulate con un target price a 38 euro».
La notizia arrivata dalla Svezia per Equita è importante per Danieli in quanto l’ordine è uno dei più grandi vinti da Danieli nella sua storia e incrementa notevolmente la visibilità sull’evoluzione della divisione Plant-making. Inoltre, dato il contenuto tecnologico «pensiamo si tratti di un ordine a buona marginalità: a doppia cifra. Al contempo, il nuovo impianto green di Lulea si integra con l’impianto Hybrit per Dri 100% fossil free sempre realizzato da Danieli rappresentando uno dei primi casi di ciclo completo di produzione di acciaio green basato sulle migliori tecnologie Danieli che può essere di esempio industriale e replicato in altre aree», ha spiegato la Sim.
Senza contare che la commessa conferma la propensione a investire in tecnologie avanzate che aumentano l’efficienza e riducono le emissioni degli operatori siderurgici anche in un contesto sfidante come quello attuale. Infine, evidenzia il ruolo centrale di Danieli nella decarbonizzazione del settore con il nuovo impianto (e conseguente chiusura del vecchio) che permetterà di ridurre le emissioni di Co2 della Svezia del 7%.
L’ordine, ha ricordato Equita, segue quello di qualche settimana fa di Greensteel Australia (oltre 300 milioni di euro), confermando il forte posizionamento tecnologico di Danieli e il buon momentum della divisione Plant-making con una raccolta ordini solida e di qualità e una forte espansione dei margini anche in un contesto sfidante per il settore dell’acciaio. «Continuiamo a pensare che le attuali valutazioni sui minimi storici: multiplo p/e 2025-2026 di 8-7,5 siano ingiustificate e offrano un’interessante opportunità di ingresso nel titolo», ha concluso Equita, ribadendo il rating buy e il target price a 41 euro.
Negli ultimi tre mesi l’azione ha guadagnato un +21,20%. Il consenso Bloomberg vede attualmente 6 rating buy, 1 hold e 0 sell e un target price medio a 41,83 euro, il che significa un +31% di potenziale upside rispetto al prezzo attuale.
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