Grande anno per Danieli e altri ne verranno. Con un portafoglio ordini impressionante e una scommessa green, AlphaValue ha promosso l’azione che in borsa è salita il 17 dicembre dello 0,99% a 50,80 euro (53,70 euro il record storico raggiunto il 1° dicembre).
Nonostante la performance notevole da inizio anno (+113%), AlphaValue ritiene che l’azione abbia ancora margini di rialzo: i multipli di valutazione (4,8 volte sul 2025 e 4 volte sul 2026) restano, infatti, «molto interessanti alla luce del potenziale miglioramento della guidance della società e delle nostre stime più ottimistiche. Il mercato sembra aver iniziato a rendersi conto di quanto il titolo sia sottovalutato e l’attuale contesto del mercato dell’acciaio supporterà ulteriormente l’andamento del titolo in borsa».
Pur non avendo modificato le previsioni di breve termine, che si collocano il 10% al di sopra della guidance della società per l’esercizio 2025 (chiusura a giugno del 2026), «abbiamo rivisto al rialzo i nostri parametri di valutazione per tenere conto del nuovo contratto in India da 500 milioni di euro e, più in generale, del portafoglio ordini eccezionale da 5 miliardi prima di questo nuovo contratto e dell’attuale contesto del settore siderurgico, in particolare in Europa», spiega la società di investimento che per l’esercizio 2025 si attende ricavi a 4,337 miliardi dai 4,2 miliardi del precedente, un margine ebitda all’11,2% dal 10,4% e un utile netto di 322 milioni, anch’esso in aumento dai 219 milioni dell’esercizio precedente, con un dividendo stabile a 0,31 euro per azione (rendimento dello 0,61%). Salirà a 0,35 e 0,37 euro, rispettivamente, nel 2026 e nel 2027.
«Continuiamo a ritenere che l’azienda di Buttrio sia eccessivamente prudente con le sue previsioni, che dovrebbero inoltre beneficiare delle nuove misure protezionistiche dell’Ue (l’Europa rappresenta il 35% del business di Danieli, ndr)», precisa AlphaValue che ha aumentato i multipli ebitda utilizzati per valutare i due segmenti di Danieli, ovvero Steel Making (da 4 a 5 volte) e il più resiliente Plant Making (da 6 a 8 volte), per riflettere le notizie positive sul portafoglio ordini e sul fronte normativo europeo.
Inoltre, ha rivisto al rialzo la crescita nel medio termine dei ricavi e dell’ebitda, rispettivamente, dal 4% al 6% (a 4,478 miliardi nel 2027) e dal 5% al 7% (a 526 milioni nel 2027 dai 487 milioni stimati per l’esercizio precedente), per tener conto dell’espansione del portafoglio ordini e della buona capacità di esecuzione del gruppo. Di conseguenza, il rating passa da reduce ad add, il target price da 53,6 a 63,6 euro e il net asset value da 32,4 a 43 euro. (riproduzione riservata)