Dal Calendario ai cappellini ecco chi c’è dietro Pirelli Design
Dagli sci ai maxi-rib, dai cappellini cult di Formula 1 agli orologi, fino alle capsule di abbigliamento, Marco Maria Tronchetti Provera è l’uomo alla guida di Pirelli Design
L’appuntamento è nell’headquarters di Pirelli, nel quartiere Bicocca, a Milano. Ad accoglierci, Marco Maria Tronchetti Provera, senior vice president Pirelli Design & Assets Conversion, con un paio di sci in mano, un impeccabile abito gessato e un sorriso dal fascino calibrato. È lui che, con il suo team e sotto l’egida di Pirelli Design, studia, guida e coordina le tre aree di business della divisione: il merchandising, legato alla lunga storia e alla presenza nel motorsport della multinazionale dei pneumatici; il licensing, ambito in cui il brand collabora con marchi dalle affinità elettive in diversi mondi, tra cui: nautica, sci, design, orologeria, sport. E il neonato progetto lifestyle che, lo scorso settembre, ha visto il lancio della Pirelli Lifestyle Collection, con le capsule di abbigliamento Racing Team e The Cal™, firmate dal celebrato designer Denis Dekovic.

Gentleman. Quali sono le affinità elettive che Pirelli Design ricerca per la parte del licensing?
Marco Maria Tronchetti Provera. Niente da noi nasce per caso. I nostri co-branding sono il risultato di un'analisi strategica e una precisa definizione dei go-to market (la strategia con cui un’azienda porta un prodotto sul mercato e lo fa arrivare ai suoi clienti, ndr). I partner con cui collaboriamo condividono un elemento fondamentale del nostro core business: il mondo Weather (termine sempre più in voga per indicare come gli eventi atmosferici influenzino moda e lifestyle, ndr). Ma, soprattutto, li accomunano eccellenza, qualità, footprint globale e una penetrazione in mercati selezionati simili ai nostri.

G. Anche giovani?
M.M.T.P. È certamente uno dei driver, anche se non è un must: dipende dal progetto. Per esempio, sempre più giovani si stanno appassionando all’edizione speciale dei Pirelli Podium Caps, disegnata da Dekovic (indossata dai piloti di Formula 1® sul podio dei 14 Gran premi della stagione 2025, ndr). Sul nostro sito e-commerce, lanciato di recente all’interno di pirelli.com, hanno riscosso un grande successo: è nato il desiderio di collezionarli. Non dimentichiamo che Pirelli è il fornitore ufficiale dei pneumatici per la Formula 1 e che ci stiamo preparando a entrare anche nel MotoGP, a partire dal 2027.

G. Denis Dekovic è anche il designer del nuovo progetto Pirelli Lifestyle Collection, con le due capsule: Racing Team, e l’altra ipsirata al vostro iconico Calendario Pirelli…
M.M.T.P. Abbiamo arruolato Denis perché vanta oltre trent’anni nel mondo dell’abbigliamento sportivo, con un passato in Adidas e Nike. Fin dal nostro primo incontro abbiamo scoperto che era da sempre innamorato del brand Pirelli e dei suoi valori. Direi che è stato davvero un ottimo inizio.
G. State pensando a un posizionamento in futuro più fashion?
M.M.T.P. No, restiamo sul lifestyle.

G. Tornado al licensing, centellinate le collaborazioni…
M.M.T.P. Puntiamo sulla qualità e mai sulla quantità. Non ci è mai interessato entrare nel flusso di collaborazioni che si è scatenato negli ultimi anni, ma concentrarci su progetti mirati, con appeal, esclusività e amore per l’artigianalità.

G. Ci faccia un esempio di artigianalità extra abbigliamento…
M.M.T.P. Roger Dubuis è un ottimo esempio. Il segnatempo Excalibur Spider Pirelli, creato in collaborazione con la maison orologiera svizzera, è un’opera di ingegneria meccanica e altissima artigianalità. C’è il calcio-balilla edizione limitata, cento pezzi, prodotto da B.Lab Italia. Senza dimenticare la collaborazione ventennale con Sacs Tecnorib, licenziatario del marchio Pirelli per gli Speedboats; se penso che siamo partiti dai gommoni, e siamo arrivati ai Maxi-Rib, con più di mille imbarcazioni vendute…
G. Con Sacs Tecnorib condividete anche il driver della velocità, che è sempre stato parte del vostro mondo…
M.M.T.P. Il Maxi-Rib Pirelli 47 che ha debuttato allo Yachting Festival Cannes 2025, effettivamente, è adrenalina pura.

G. Quanto prendete spunto dal vostro heritage?
M.M.T.P. All’interno della nostra azienda c’è la Fondazione Pirelli, che valorizza la cultura d’impresa aziendale e custodisce l’archivio storico del Gruppo. Già alla fine dell’Ottocento, l’azienda produceva impermeabili, ma anche cuffie da bagno e, dalla fine degli anni Quaranta, gommoni e piccole imbarcazioni. Poi c’è la storia dello Sport Club Pirelli, nato nel 1922 per promuovere il benessere dei dipendenti attraverso l’attività fisica, che ha ispirato una delle nostre capsule collection per ciclisti: la Santini x Pirelli Sport Club.

G. Come è nata, invece, la capsule Blauer x Pirelli?
M.M.T.P. Da una amicizia che si è trasformata in partnership con Enzo Fusco (ceo di Fgf Industry, ndr). Anche lui si è innamorato del nostro mondo e heritage; e a unirci è stata una condivisione di valori, emozioni e identità. Come dicevo prima, abbiamo puntato sulla qualità e non la quantità, dando vita a una collezione di quattro capispalla no gender. Credo che Enzo si sia divertito e l’eccellente risultato finale lo dimostra.

G. Che cos’è l’innovazione?
M.M.T.P. La capacità di anticipare il futuro e rinnovarsi, partendo però dal passato. Tra gli esempi ci sono i nostri Blossom Skis, con lo strato di gomma antivibrazione sviluppato nel centro R&D Pirelli e inserito nella struttura a sandwich. E la collaborazione con Montblanc, che ha dato vita a un trolley con ruote realizzate insieme agli ingegneri Pirelli.

G. Quanto conta la bellezza estetica di questi oggetti?
M.M.T.P. Molto, perché la bellezza per me è la cura del dettaglio che si trasforma in eccellenza qualitativa. Dagli orologi, agli sci, fino alle Ciclotte Bike a marchio Pirelli, che sono delle exercise bike particolarissime.
G. Che cos’è la passione per Pirelli Design?
M.M.T.P. A costo di sembrare romantico, credo che nessun business possa esistere senza passione. È quella che porta il nostro consumatore finale a voler indossare il nostro marchio e a dire: the brand I want to be seen in… (Riproduzione riservata)
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