Da Poppins alle Alpi: le 7 passioni segrete che guidano Kristina Blahnik
Un viaggio alla scoperta del bello secondo Kristina Blahnik: cani, libri, cucina, musica e altre costellazioni di stile, affetti e visioni
«Non siamo qui per vendere scarpe, siamo qui per raccontare storie». E a sentire Kristina Blahnik parlare della sua vita, della sua famiglia, dei suoi luoghi del cuore, si ha l’impressione che ogni frase sia un frammento di un racconto più grande, cucito con il filo dell’eleganza e dell'affetto. Nipote d’arte, architetta di formazione e direttrice creativa dell’universo Manolo Blahnik, Kristina è una narratrice di gesti, forme, visioni.

Incontrarla nel nuovo store milanese in via Sant’Andrea, nel cuore del quadrilatero milanese, è come ascoltare una poema dedicato al bello. Ispirato alla cucina canaria della bisnonna nasce come un omaggio alla tradizione e al savoir-faire, ma con una spinta visionaria che lo rende contemporaneo, caldo, umano. «Le cucine sono il luogo dove succede tutto, giusto?» ed è proprio qui che Kristina Blahnik racconta a Gentleman le sue sette meraviglie.

1. Poppins il suo cane.
La mia cagnolina «praticamente perfetta sotto ogni aspetto» tranne che per la voce. Ma il punto non è solo Poppins: è la senzienza, la fedeltà, la forza emotiva dei cani. Poppins ha persino cambiato il mio rapporto con il cibo, non mangio carne di mammifero, e sono impegnata a supportare associazioni che si occupano di animali legati alla salute mentale. Perché anche la dolcezza ha i suoi attivisti.

2. The Body Holiday Spa.
Tra le splendide colline di St Lucia nei Caraibi è un ritiro dell’anima. In questo posto magico il corpo si ricarica, la mente si distende e lo spirito si riorganizza. Ci si sveglia alle 6 per fare yoga e si cena con un bicchiere di vino. Si nuota, si cammina, si respira. «Torno da lì vibrando su una frequenza diversa».

3. Le Alpi. Un’altra geografia del benessere.
D’inverno per lo sci, d’estate per i silenzi. Svizzera, Italia, Francia: le Alpi sono il luogo in cui la velocità della vita moderna è costretta a rallentare, e la bellezza si misura in metri di discesa e in fiocchi di neve. Amo sciare.
4. Cucinare.
È la mia meditazione. Non parlo di cenette ma di vere e proprie cene da 22 portate come se fossero maratone affettive. E di tutto quello che sta intorno alla ritualità di condivisione a tavola. Anche l’abbigliamento. Vestirsi per cenare, anche solo in casa, è un piccolo atto rivoluzionario. E adoro farlo nella mia casa nel Sussex.

5. Victoria&Albert Museum.
Un luogo dell’anima e della memoria. Da bambina quando avevo sei anni ci andavo con la scuola prima di ogni vacanza. La collezione è mozzafiato ed è stimolante. Perché l’intelligenza, anche quella visiva, ha bisogno di case degne della sua ampiezza. Lì ti perdi e basta. E il V&A ha uno dei migliori team curatoriali al mondo, la mostra in corso su Maria Antonietta sponsorizzata da Manolo Blahnik ne è la prova.

6. La musica e il balletto.
La cantante Raye, per me è la più grande poetessa pop degli ultimi anni anche se è giovane, ha solo 28 anni e ha una profondità di narrazione unica. Me l’ha fatta conoscere la mia figlia acquisita. Più la ascolto, più sono stupita. Poi il balletto con le coreografie di Sir Matthew Bourne e di Sadler Wells, Scarpette Rosse, il Lago dei Cigni, ma anche l’opera. Ho bisogno di vedere, guardare, nutrire l’anima attraverso gli occhi. E il cinema con Luchino Visconti, che fu amico di mio zio Manolo e gli lasciò in eredità un motto di vita: «Penso che ogni cosa che ha una tradizione profonda merita una reinvenzione continua».

7. I libri.
Leggo molto, ma solo libri fisici: il gesto, la carta, il peso. Il Conte di Montecristo è uno dei miei preferiti, con la sua architettura narrativa pensata per il feuilleton: ogni capitolo ha un suo arco perfetto. Poi La rivolta di Atlante, per la forza delle idee. Io non scrivo, progetto, tuttavia la scrittura, con le sue complessità e sorprese, mi ispira. È una meraviglia che stimola l’intelletto. Kristina Blahnik non si considera una scrittrice, ma una visuale. Eppure, ogni parola che dice si trasforma in una storia. (Riproduzione riservata)
- In che modo l'amore per i cani ha influenzato le scelte alimentari di Kristina Blahnik?
- Quali aspetti specifici delle Alpi rendono questo luogo un "altra geografia del benessere" per lei?
- Come la sua passione per la scrittura, pur non scrivendo, ispira il suo lavoro di designer?
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