Quello che succede a Gaza «continua a rappresentare una ferita aperta per tutta la comunità internazionale. Voglio essere chiaro: quello che accade nella Striscia è sempre più inaccettabile». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rivolgendosi ai senatori presenti a Palazzo Madama per un’informativa urgente che «non può non partire», ha detto il ministro «dalla tragedia di Gaza».
«Lo abbiamo ribadito in tutte le sedi e lo voglio ribadire anche qui in quest'Aula: siamo fermamente contrari al piano israeliano di occupazione della città di Gaza e a ogni ipotesi di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia».
«Senza sventolare bandiere di comodo, lavoriamo concretamente per la nascita di un vero Stato palestinese, creando in questo modo le premesse per la soluzione a due Stati. Lo voglio ribadire con chiarezza. Riconoscere uno Stato senza prima creare le condizioni per la sua nascita non produrrebbe alcun effetto, se non quello di allontanare la pace», ha proseguito il vicepremier nell’informativa al Senato.
«Voglio ribadire qui con forza che l’Italia è a favore della nascita di uno Stato che permetta al popolo di Palestina di realizzare il proprio sogno: vivere in sicurezza a casa propria. Siamo anche pronti a valutare, non appena verranno presentate in Consiglio, le ulteriori nuove proposte di sanzioni (nei confronti di Israele, ndr) preannunciate dalla presidente della Commissione Europea von der Leyen nel discorso a Strasburgo».
«Alla riunione dei ministri degli Esteri Ue a Copenaghen, con la Germania abbiamo proposto di infliggere nuove severe sanzioni ai coloni violenti. Siamo disponibili a inasprire le misure restrittive contro chi assalta i villaggi palestinesi, arrivando a colpire le comunità cristiane». Per il ministro, inoltre, «l’attacco di martedì 9 settembre e la violazione della sovranità di uno Stato, il Qatar, che non è parte del conflitto e che, al contrario, è da tempo impegnato, insieme a Stati Uniti ed Egitto, in una preziosa opera di mediazione, sono inaccettabili».
«Il governo, con tutte le componenti del Sistema Italia, è in prima linea anche nel sostegno al processo di ricostruzione dell’Ucraina», ha proseguito il ministro degli Esteri, citando «gli impegni complessivi sottoscritti in occasione della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina, che abbiamo ospitato a Roma a luglio». Il ministro ha ricordato che «sono stati mobilitati 10 miliardi di euro di nuovi fondi pubblici e 5 miliardi di capitali privati».
«Grazie ai 315 milioni annunciati durante la Conferenza, l’Italia ha portato il sostegno bilaterale all’Ucraina a quasi 3 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quelli in ambito militare ed europeo. Stiamo lavorando sulla messa in opera degli strumenti annunciati, tra cui il Fondo equity europeo, l’accordo tra governi che inizieremo a negoziare con Kiev, il Memorandum d’intesa sulla finanza agevolata e l’avvio dei nostri nuovi progetti a Odessa».
Venendo agli ultimi fatti di cronaca, il vicepremier ha scritto l’attacco al territorio polacco «un fatto gravissimo e inaccettabile, un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica». Le mosse della Russia, ha rimarcao «sono in palese contraddizione con il percorso che sembrava avviato con il Vertice in Alaska».
Tajani ha riferito che «la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a consultazioni con gli Alleati dopo le violazioni dello spazio aereo polacco». Appare chiara la volontà di «intensificare la pressione su Vladimit Putin perché venga al tavolo dei negoziati. Dove l’Europa dovrà svolgere un ruolo da protagonista. E dobbiamo farlo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per ostacolare il finanziamento della sua macchina da guerra. Anche attraverso nuove sanzioni». Certo è che «per il governo non è all’ordine del giorno l’ipotesi di inviare militari italiani in Ucraina».
Il vicepremier ha poi portato l’attenzione sulle trattative con gli Stati Uniti in merito ai dazi imposti dall’amministrazione Trump e sulla reazione delle imprese italiane. «L’intesa raggiunta garantisce stabilità e lascia aperta la prospettiva di ottenere una serie di ulteriori esenzioni a favore di alcuni settori strategici del nostro comparto industriale e agro-alimentare», ha detto, precisando che «il nostro lavoro continua per tutelare, nel prosieguo della trattativa, alcuni prodotti del Made in Italy che non sono ancora salvaguardati nel quadro dell’accordo».
Le aziende esportatrici italiane, ha aggiunto, «si trovano a operare in un contesto particolarmente complesso e competitivo, segnato dalla profonda revisione della politica commerciale americana», anche per questo Tajani ha «istituto al ministero degli Esteri una Task Force Dazi, attivata ad agosto e che si è riunita anche mercoledì 10 settembre, per un monitoraggio operativo e la risoluzione di problemi puntuali. La nostra idea resta quella di arrivare alla creazione nel lungo periodo di un’area di libero scambio transatlantica, che possa permetterci di realizzare importanti sinergie a livello industriale in settori critici e strategici». (riproduzione riservata)