Coinbase, la seconda borsa di cripto al mondo dopo Binance, ottiene la licenza da major payment insitution, ossia prestatore di servizi di pagamento avanzati, nella città-Stato di Singapore. Si tratta di un’approvazione importante, fornita dalla banca centrale del Paese, che di fatto autorizza la società a svolgere servizi di pagamento senza essere soggetta ai limiti di transazione pari a 3 milioni di dollari di Singapore (2,2 milioni di dollari).
Con questa approvazione Coinbase può inoltre espandere i servizi di pagamento digitale con token a privati e istituzioni del Paese. La nuova licenza «non è solo una convalida delle operazioni di Coinbase», ma rappresenta anche «una responsabilità nei confronti della crescente community crypto e Web3 di Singapore», ha dichiarato Coinbase in una nota. Già da marzo 2023 Coinbase aveva strutturato un’offerta per i cittadini di Singapore, il 30% dei quali, secondo le statistiche, è attualmente o è stato in passato detentore di criptovalute.
Da tempo Coinbase è in rotta di collisione con le autorità statunitensi. «Non vi diciamo come dovete regolamentarci, ma almeno diteci quali regole state usando». Questo il tenore della petizione legale con cui, lo scorso aprile, l’exchange aveva citato in giudizio niente meno che la Sec, autorità di regolamentazione dei mercati americani. Insomma, erano stati gli operatori dell’industria di bitcoin e simili, paradossalmente, a chiedere le regole che permettessero loro di lavorare nel modo più trasparente possibile.
In questo contesto il caso di Singapore, dove la banca centrale ha dato il suo placet alla massima operatività dell’exchange, potrebbe costituire un precedente anche per altri mercati, come quello europeo. (riproduzione riservata)