Un portafoglio ordini di 960 milioni di euro a fine 2024, utili per 18 milioni - più che triplicati nell’ultimo esercizio - e una capitalizzazione di oltre 580 milioni, frutto di un rally in borsa del 200% in 12 mesi. Sono i numeri di Icop, la società della famiglia Petrucco specializzata in microtunnel e fondazioni speciali per le grandi opere. Si tratta di cifre non comuni sull’Euronext Growth Milan (Egm), il listino delle pmi dove Icop è quotata da un anno e dove la capitalizzazione media si aggira intorno ai 40 milioni. Continuando così, l’azienda potrebbe ambire allo Star. «Il translisting ci sarà, ma a tempo debito», frena Piero Petrucco, amministratore delegato di Icop. «Non abbiamo fretta».
Sicuramente una spinta è arrivata dal Pnrr, che, a meno di proroghe, è entrato nell’ultimo anno di attuazione dei progetti. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha previsto una crescita del 16% del mercato delle opere pubbliche nel 2025, dopo un aumento del 21% stimato per il 2024, nonostante un generale indebolimento del settore delle costruzioni.
Superbonus escluso, il comparto ha potuto contare su 18 miliardi di investimenti già realizzati al 31 ottobre 2024 e ha a disposizione altri 54 miliardi da impiegare entro giugno 2026 secondo i calcoli dell’Ance. «I lavori del Pnrr sono praticamente tutti avviati e i loro tempi di completamento ormai non sono lunghi, vista la scadenza di giugno. In totale queste commesse pesano per circa 50 milioni del nostro portafoglio ordini», riepiloga Petrucco. «Molti altri lavori sono passati del tutto o in parte ai fondi complementari, quindi avranno un orizzonte temporale più lungo».
Nel portafoglio di Icop rientrano opere diversificate, che spaziano dai lavori autostradali a interventi da effettuare su ferrovie e metropolitane. «Alcuni dei progetti più significativi per noi nell’ambito grandi opere sono il prolungamento della metropolitana a Milano fino al quartiere Baggio e la terza corsia dell’autostrada A4 in Friuli», aggiunge l’ad. «Sono due appalti impegnativi, da 360 milioni l’uno, ed entrambi con un’estensione prevista fino a 500 milioni. Poi ci sono i lavori con Acea a Roma sulla rete idrica e alcuni degli interventi previsti a Catania sulla rete ferroviaria». In quest’ultimo caso si tratta di interrare una parte dei binari nei pressi dell’aeropoerto Fontanarossa, in modo da poter ampliare la pista di volo. I lavori sono affidati al Consorzio Eteria, polo di cui Icop fa parte assieme a Vianini Lavori (gruppo Caltagirone) e Itinera (gruppo Gavio). La stessa formazione ha vinto gli appalti per la M1 a Milano e per la A4 e ha un portafoglio di oltre 2 miliardi.
Icop ha utilizzato i proventi dell’ipo, avvenuta nell’estate del 2024, per acquisizioni in Italia e all’estero. In Italia il gruppo ha da poco acquisito Palingeo, rilevata dai fondatori e delistata tramite un’offerta pubblica d’acquisto (opa) del valore complessivo di 9,2 milioni.
Fuori dall’Italia la scelta è caduta su Atlantic Geoconstruction Holdings, gruppo statunitense che opera nelle soluzioni geotecniche avanzate, valutato 126 milioni di dollari. «Dal 2013 abbiamo iniziato a guardare anche all’estero, prima all’Europa occidentale e, più di recente, agli Stati Uniti, perché pensiamo che limitarci all’Italia non sia sufficiente per un’azienda di dimensioni medio-grandi», ricorda Petrucco.«Il mercato statunitense vale oltre 30 miliardi di dollari per il settore delle fondazioni e solo la zona del Nord-Est, dove noi stiamo iniziando a operare, è un mercato da circa 11 miliardi».
Le prospettive di crescita dunque Oltreoceano non mancano. Anche se le tariffe introdotte dal presidente Trump hanno creato un clima di forte incertezza negli ultimi mesi. «Crediamo che i dazi non avranno un impatto diretto», considera Petrucco. «Però potremmo vedere un effetto indiretto, ad esempio un aumento dei costi delle attrezzature o di qualche materiale, come il ferro».
In ogni caso il mercato americano - per quanto sterminato - non è l’unico approdo possibile per cercare di espandersi nel settore delle costruzioni. Anzi. «Sulle grandi opere ora il Paese più promettente è la Germania, che ha annunciato un maxi piano di investimenti infrastrutturali (almeno 500 miliardi, ndr) e dove abbiamo già due contratti attivi», conclude l’amministratore delegato di Icop. (riproduzione riservata)