Buone notizie per chi lotta contro il colesterolo alto. La prevenzione cardiovascolare dei soggetti a rischio di un infarto o di un ictus e dei pazienti che ne hanno già avuto uno potrebbe presto avvalersi di una valida alternativa alle iniezioni di inibitori della proteina PCSK9. Un farmaco orale per uso quotidiano, chiamato enlicitide, promette infatti di abbassare il colesterolo Ldl, quello cosiddetto cattivo, con la stessa efficacia ma con maggiore praticità rispetto alla terapia iniettiva.
L’evidenza è emersa da una presentazione scientifica illustrata durante le Scientific Sessions 2025 della American Heart Association (Aha), svolte nei giorni scorsi a New Orleans.
I risultati dello studio clinico di fase 3, noto come CORALreef Lipids, dopo un trattamento quotidiano per 24 settimane mostrano una riduzione del colesterolo Ldl fino al 60% con una riduzione che permane a 52 settimane. Si registra inoltre una riduzione del 50% di ApoB, una proteina che aiuta a trasportare il grasso e altri tipi di colesterolo cattivo attraverso l’organismo, una riduzione del 28% di Lp(a), un tipo diverso di lipoproteina strutturalmente simile alla Ldl, determinata dalla genetica e fattore di rischio per le malattie cardiache. Infine, enlicitide ha rivelato un buon profilo di sicurezza, con un 10% di effetti collaterali seri contro il 12% dei casi in cui veniva assunto placebo.
«Questo farmaco orale è destinato a essere un’altra potente aggiunta ai trattamenti che abbiamo attualmente per abbassare il colesterolo Ldl e, speriamo, per prevenire gli eventi cardiovascolari», ha affermato la prima autrice dello studio Ann Marie Navar, professore associato di cardiologia all’Università del Texas Southwestern Medical Center di Dallas. «Molti pazienti, nonostante le terapie oggi disponibili, fanno fatica a raggiungere i livelli di colesterolo raccomandati dalle linee guida, rimanendo esposti al rischio di ictus o/e di infarto».
Gli inibitori della proteina PCSK9 includono due classi di farmaci, entrambi somministrati per via iniettiva sottocutanea, ovvero gli anticorpi che bloccano la proteina PCSK9 dal legarsi al recettore Ldl e i piccoli Rna interferenti, che riducono la produzione della proteina PCSK9. L'inibizione della PCSK9 aiuta ad aumentare il numero di recettori Ldl disponibili per favorire l’eliminazione del colesterolo cattivo dal flusso sanguigno.
Enlicitide agisce con lo stesso meccanismo biologico, ha la capacità di legarsi selettivamente alla PCSK9, favorendo così la riduzione del colesterolo Ldl nel sangue ma ha la comodità di una somministrazione in forma di compressa.
«Lo studio CORALreef è ancora in corso e i suoi risultati permetteranno di determinare se e quanto i ridotti livelli di colesterolo Ldl ottenuti con enlicitide consentiranno di prevenire i principali eventi avversi cardiovascolari», ha aggiunto Navar. (riproduzione riservata)