“Un prodotto di responsabilità verso i consumatori”, così Alberto Mattiacci, presidente del comitato scientifico Eurispes, a proposito del ‘Codice di autoregolamentazione in merito alla comunicazione e alla vendita dei prodotti senza combustione’ (tabacco riscaldato e e-cig), presentato a Roma il 28 giugno. Il Codice, elaborato da un Tavolo di esperti coordinato da Eurispes e firmato ad oggi da Federazione Italiana Tabaccai, Anafe-Confindustria, UNIEcig, Logista e Philip Morris Italia, nasce nella condivisa visione che l’introduzione dei nuovi prodotti rappresenti una valida alternativa a potenziale rischio ridotto per i fumatori adulti rispetto alle sigarette, pur ricordando che la raccomandazione primaria è cessare l’utilizzo di ogni prodotto del tabacco e della nicotina. Dalle indagini Eurispes, il 62% dei fumatori non ha mai provato a smettere di fumare e solo lo 0,16% si rivolge ai Centri antifumo, il principale servizio offerto per la cessazione, il cui numero è fra l’altro diminuito del 20% nello scorso biennio.
Da qui la necessità di dare indicazioni su come regolamentare alcuni aspetti della comunicazione e della vendita dei prodotti senza combustione, in modo da coniugare la tutela di minori e non fumatori e il diritto all’informazione secondo una realistica visione di sanità pubblica, soprattutto per chi non smette di fumare. Il progetto ha acquisito ulteriore centralità con la recente proposta della Commissione Europea di vietare i prodotti del tabacco riscaldato con aroma caratterizzante. Secondo Eurispes, “Invece di dichiararsi preoccupati per il fatto che gli strumenti alternativi alle sigarette, come i riscaldatori di tabacco, abbiano raggiunto la cifra del 2,5% delle vendite in Ue (quindi il 97,5% continua a consumare le tradizionali sigarette, fatta salva una percentuale di fumatori passati a quelle elettroniche), la Commissione Europea potrebbe valutare la valorizzazione dei nuovi prodotti alternativi alla combustione”. Secondo l’Istituto, “una attenta valutazione del ruolo dei nuovi prodotti senza combustione dovrebbe essere elemento importante delle politiche di sanità pubblica” al fine di “valorizzare i nuovi strumenti in logica di ‘riduzione del rischi’ e di ‘riduzione del danno’”.