Dall’Irish Coffee all’Espresso Martini, ecco cinque ricette di cocktail a base di caffé per una sferzata di energia
C’era una volta l’Irish Coffee, nato come welcome drink per riscaldare i viaggiatori dei primi voli intercontinentali atterrati infreddoliti nel Vecchio mondo, così tramanda la storia. E lì finivano un tempo i cocktail a base di caffè nelle drink list, alla sezione after dinner, come d’altra parte il suo ingrediente principale.
Ma per gli amanti della caffeina c’è molto altro da ordinare estate e inverno. Dal Black Russian, versione base del cocktail reso immortale da Drugo del Grande Lebowski, all’Espresso Martini tanto amato dalla Gen Z. Eccone cinque da provare.

Black Russian
Nato negli anni 40, deve il nome alla base vodka che diventa scura per l’aggiunta di liquore al caffè. La versione in bianco è stata resa immortale dal Grande Lebowski. Nel film di culto dei fratelli Joel ed Ethan Coen il protagonista Drugo, interpretato da Jeff Bridge, vive in vestaglia e beve solo White Russian.
Ingredienti
50 ml di vodka
20 ml di liquore al caffè
Metodo Build
Versare gli ingredienti in un bicchiere tumbler basso riempito di cubetti di ghiaccio e mescolare delicatamente. Per la versione White Russian si aggiunge all’ultimo la panna fresca.

Espresso Martini
Creato negli anni 80 per una top model che aveva chiesto qualcosa che la svegliasse e shakerasse allo stesso tempo al leggendario barman londinese Dick Bradshell. Dagli anni 90 è un Contemporary classic, diventando poi tra i cocktail più amati della Gen Z, che hanno decretato il grande ritorno dei Martini. Anche se, alla sua nascita, era servito in un tumbler con ghiaccio e solo in un secondo tempo è arrivato nella coppa a V.
Ingredienti
50 ml di Vodka
25 ml di liquore al caffè
15 ml di sciroppo di zucchero
35 ml di caffè espresso
3 chicchi di caffè
Metodo Shake and Strain
Versare gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e filtrare in una coppa da Martini raffreddata, guarnire con 3 chicchi di caffè.

Irish Coffee
Le sue origini si perdono tra le nebbie di una notte d’inverno in Irlanda negli anni 40. Come capita per molti cocktail famosi, di certezze ce ne sono poche, la leggenda narra di Jim Sheridan, oste accogliente, che lo crea per ritemprare lo spirito di alcuni infreddoliti passeggeri intercontinentali cui è stato cancellato il volo per il meteo avverso. Resta certa la funzione ritemprante del cocktail caldo, un’icona irlandese come San Patrizio, ma questa si celebra il 24 gennaio.
Ingredienti
40 ml di whiskey irlandese
90 ml di caffè caldo
30 ml Panna fresca
1 cucchiaino di zucchero
Metodo Build
Versare il caffè in un bicchiere caldo aggiungere il whiskey e lo zucchero mescolando. Completare con la panna fresca versandola aiutandosi con il dorso di un cucchiaio in modo da restare in superficie senza mescolarsi al caffè.

Negroni svegliato
Tra i cocktail più iconici creati, nella sua parentesi di Las Vegas, da Salvatore Calabrese, conosciuto in tutto il mondo come The Maestro del bere miscelato. È la perfetta sintesi di due icone della tradizione italiana, il Negroni e il caffè preparato con la moka.
Ingredienti
35 ml di caffè al Vermouth dolce
35 ml di Gin
20 ml di Bitter
1 cucchiaino di sciroppo di zucchero
Metodo Stir
Preparare il caffè con la moka ma al posto dell’acqua utilizzare il Vermouth dolce e far raffreddare. Versare tutti gli ingredienti in un mixing glass con ghiaccio. Mescolare e versare in un bicchiere su ghiaccio. Guarnire con zest d'arancia.
Revolver
Si tratta di un twist sul Manhattan al caffè. La ricetta è stata creata dal bar tender Jon Santer nella San Francisco dei primi del Duemila. Prende il nome di una pistola, perché originariamente è fatto con bourbon Bulleit, letteralmente proiettile, appunto. E ciliegina sulla torta la guarnizione di scorza d’arancia flambée.
Ingredienti
60 ml di bourbon
15 ml di liquore al Caffè
2 gocce di Orange Bitters
scorza d’arancia
Metodo Shake and Strain
Versare gli ingredienti in un mixing glass pieno di ghiaccio e agitare fino a quando non si è ben raffreddato. Filtrare in un bicchiere da cocktail raffreddato. Far fiammeggiare una buccia d'arancia sulla superficie, per passare gli olii essenziali al cocktail.
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