I miliardari tech più ricchi degli Stati Uniti hanno aumentato di oltre 550 miliardi di dollari il loro patrimonio netto complessivo nel 2025 grazie agli investimenti nelle principali aziende di intelligenza artificiale.
Secondo il terminale Bloomberg, i primi 10 fondatori e amministratori delegati del settore tech statunitense possedevano alla vigilia di Natale 2,5 trilioni di dollari tra contanti, azioni e altri investimenti, in aumento rispetto ai 1,9 trilioni di inizio anno. Lo stesso periodo ha visto l’indice S&P 500 crescere di oltre il 18%.
I super ricchi della Silicon Valley hanno beneficiato dei centinaia di miliardi spesi nel mondo per chip, data center e prodotti legati all’IA, anche se alcune delle loro performance hanno subito rallentamenti di recente a causa dei timori di una bolla speculativa.
«Si tratta di un fenomeno speculativo, strettamente legato al successo dell’AI», spiega Jason Furman, professore di economia ad Harvard e consulente per OpenAI. «Non è certo che tutto porterà risultati concreti, ma gli investitori scommettono che accadrà».
Elon Musk mantiene la vetta della classifica con un patrimonio netto salito del 50% a 645 miliardi di dollari, nonostante a settembre sia stato temporaneamente superato da Larry Ellison, fondatore di Oracle. La sua ricchezza è cresciuta grazie a un accordo da 1.000 miliardi di dollari con gli azionisti di Tesla e alla valutazione record di SpaceX, salita a 800 miliardi.
Un altro grande protagonista del boom dell’IA è Jensen Huang, fondatore di Nvidia, che grazie alla crescita dell’azienda è diventata la società quotata più grande al mondo, con una capitalizzazione superiore a 4 trilioni di dollari. Huang è l’ottavo dirigente tech più ricco degli Stati Uniti, con un patrimonio di 156 miliardi di dollari, e quest’anno ha venduto azioni per oltre 1 miliardo di dollari.
Jeff Bezos di Amazon ha venduto azioni per 5,6 miliardi, mentre Michael Dell ha ceduto titoli per oltre 2 miliardi. Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, invece, ha perso posizioni nella classifica dopo il calo del prezzo delle azioni, causato dalle elevate spese per infrastrutture di AI e i contratti con i migliori ricercatori del settore.
Larry Ellison ha beneficiato dell’annuncio di Oracle di un accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI per la costruzione di data center, ma i timori sul finanziamento dei progetti hanno fatto calare il valore delle azioni di Oracle del 40% rispetto a settembre.
I cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, hanno invece visto crescere rispettivamente il loro patrimonio di 270 e 255 miliardi di dollari, grazie ai progressi dell’azienda nei modelli e chip di IA interni.
Bill Gates, fondatore di Microsoft, è stato l’unico tra i top tech a chiudere l’anno con un patrimonio netto inferiore, continuando a vendere azioni per finanziare le sue iniziative filantropiche. (riproduzione riservata)