Citi cambia idea e promuove Enel. Dopo aver confrontato la qualità degli asset, la banca d’affari ritiene che le differenze tra il colosso energetico italiano e la spagnola Iberdrola non siano sufficientemente significative per giustificare l'ampio divario di valutazione attualmente esistente tra le due società. In un contesto di aumento dei tassi e di richiesta di investimenti, il broker preferisce strategie di semplificazione che si concentrino sul miglioramento dei conti piuttosto che su eventuali acquisizioni.
Confrontando le utilities dell'Europa meridionale, Citi preferisce portafogli con asset rinnovabili, onshore/solare a bassa intensità di capitale, nonché reti con protezione dall'inflazione elevata, bassi rischi normativi e concessioni con scadenze lunghe. Sebbene esistano alcune differenze che evidenziano la qualità superiore degli asset di Iberdrola, queste non possono giustificare il notevole divario di valutazione con la società spagnola che tratta a premio del 60% rispetto a Enel.
Per Citi le vendite retail dovrebbero garantire profitti robusti grazie al calo dei prezzi delle materie prime e alla presenza di contratti più stabili. Questo, unito ai bassi costi di investimento, dovrebbe comportare un free cash flow interessante, soprattutto per Enel. «Nel lungo termine, ci aspettiamo che la concorrenza eroda i margini gonfiati, riportandoli a livelli normali. Inoltre, vediamo il rischio di un'altra annata difficile per il business idroelettrico, con scarse precipitazioni nevose e livelli dei bacini non impressionanti», prevede Citi. La continua domanda di energie rinnovabili e gli investimenti nelle reti riportano i bilanci in primo piano. L'aumento dei tassi e dell'inflazione ne accresce ulteriormente l'importanza. «Preferiamo le strategie che semplificano le strutture e rafforzano i bilanci. Vediamo il rapporto debito netto/ebitda di Iberdrola superare 3,5 volte, mentre quello di Enel scendere sotto 2,5 volte», aggiunge Citi.
Dunque, il rating su Enel sale da sell a buy e il target price è stato alzato di 2 euro da 4,5 a 6,5 euro (+1,40% a 6,014 euro l’azione in borsa). «Ci aspettiamo, infatti, che Enel continui il suo piano di riduzione del debito dagli 89,41 miliardi del 2022 a 79,60 miliardi nel 2023, il che migliorerà il bilancio e sosterrà il dividendo visto a 0,43 euro a valere sul bilancio 2023 e sempre a 0,43 euro a valere sul bilancio 2024 da 0,40 euro del 2022: a nostro avviso, l'attuale dividendo di Enel è sostenibile e supportato dal free cash flow a breve termine del gruppo. Pertanto, riteniamo che l'attuale dividend yield del 7% sia interessante», afferma Citi.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, il piano industriale di Enel, sotto la regia del nuovo ad Flavio Cattaneo, sarà in continuità con il precedente, in particolare sulla riduzione del debito in atto, grazie al piano di cessioni per 21 miliardi di euro, e sulla politica di dividendo. Un focus addizionale verrà portato, invece, sulla riduzione dei costi. Indicazioni positive, considerando che la riduzione del debito rimane uno dei catalyst principali per il titolo come la conferma della politica di dividendo, un tassello importante per rassicurare i mercati sulla stabilità della remunerazione in un contesto di aumento dei tassi. (riproduzione riservata)