La Banca popolare cinese (PBoC) assicura che ottimizzerà "le politiche immobiliari tempestivamente". La presa di posizione è arrivata nella sua relazione trimestrale sulla politica monetaria, pubblicata oggi 17 agosto, mentre gli investitori internazionali sono sempre più preoccupati per la situazione del mercato immobiliare cinese, per il sistema bancario ombra e per il rallentamento dell’economia. Nel rapporto l'istituto centrale di Pechino ha dichiarato che intensificherà il sostegno all'economia poiché la domanda interna si è indebolita, le imprese fanno fatica e i rischi nelle aree chiave sono aumentati.
La PBoC è, quindi, pronta ad aumentare il supporto finanziario per le baraccopoli e per l'edilizia residenziale accessibile, che sono tipicamente destinati ai residenti a basso reddito nelle città cinesi. La Cina ha lanciato un programma di rinnovo delle baraccopoli a livello nazionale nel 2014, il quale ha stimolato il mercato immobiliare del Paese, uscendo da una fase di stagnazione, aumentando le vendite di case e i prezzi nelle piccole città che avevano faticato per anni con un eccesso di case invendute. All’epoca questa mossa ha svolto un ruolo chiave nel ravvivare la crescita economica cinese.
La banca centrale ha, inoltre, dichiarato che estenderà il supporto finanziario sotto forma di prestiti per le abitazioni incomplete del Paese fino alla fine di maggio del 2024, poiché i costruttori immobiliari nazionali stanno ancora facendo i conti con un debito elevato. In più, coordinerà il sostegno finanziario per il rischio di debito del governo locale. La PBoC si aspetta che l'indice dei prezzi al consumo cinese, che è entrato in deflazione a luglio, si riprenda in agosto e assuma una forma a U quest'anno. Quindi, ha ribadito che la Cina non ha basi per una deflazione a lungo termine.
Non poteva mancare un riferimento alla debolezza dello yuan. La banca centrale ha dichiarato che adotterà «misure globali per stabilizzare le aspettative» sullo yuan «a livello ragionevole ed equilibrato», evitando aggiustamenti eccessivi, e prevenendo «risolutamente il rischio di overshoot del tasso di cambio». Lo yuan è sceso sui minimi dell'anno nel trading offshore dopo che l’istituto centrale ha abbassato i tassi chiave questa settimana per sostenere la crescita economica in rallentamento.
Intanto, però, non scemano le preoccupazioni per la crisi del settore immobiliare cinese, soprattutto per le sorti di Country Garden, il più grande sviluppatore immobiliare della Cina, oramai sull'orlo del default con miliardi di dollari di perdite (ha previsto un rosso di 7,6 miliardi di dollari solo nei primi sei mesi dell'anno) e 200 miliardi di fatture non pagate. Come se non bastasse la Commissione regolatrice cinese dei titoli ha avviato un'indagine nei confronti di Hengda Real Estate, una delle compagnie del gigante cinese dell'immobiliare Evergrande (controlla il 63% del capitale), che da anni vive in gravi difficoltà finanziarie. L'ipotesi d'irregolarità per quale Hengda è finita nel mirino è quella di una sospetta violazione delle norme sulla diffusione delle informazioni. La compagnia ha assicurato che «coopererà in modo proattivo» con la Commissione. Hengda non è una società quotata in borsa, ma emette obbligazioni onshore per finanziare le sue attività. Queste obbligazioni, tuttavia, sono state sospese dal 21 marzo dello scorso anno in linea con le azioni quotate della casa madre a Hong Kong.
Rinnovati timori sul settore immobiliare che fanno temere ripercussioni sul più ampio settore finanziario. Proprio a causa di una crisi di liquidità, Zhongzhi Enterprise Group, società di asset management cinese (gestisce oltre 1.000 miliardi di yuan, pari a 136,70 miliardi di dollari), ha annunciato che ristrutturerà il debito.
Zhongzhi, che ha sede a Pechino e che ha una notevole esposizione al settore immobiliare, ha interrotto i pagamenti agli investitori in tutti i prodotti di investimento, ha detto ieri, 16 agosto, il management, come riferito da Reuters. Zhongzhi vuole condurre una revisione completa della società e sta cercando investitori strategici, ha aggiunto il management. Il piano prevede un "auto-salvataggio" attraverso la ristrutturazione, con un'attenzione particolare alla riscossione dei debiti e alla liquidazione degli asset, ma anche il fallimento è un'opzione, è stato precisato, senza rivelare l'ammontare del debito da ristrutturare. (riproduzione riservata)