La Cina si muove in rosso, mercoledì 30 ottobre, mentre l’oro tocca nuovi record (+0,7% a 2.799 dollari per oncia) in attesa dell’esito delle elezioni presidenziali del 5 novembre, con i mercati che scommettono sul ritorno di Donald Trump alla presidenza Usa. Alle ore 7:40 italiane l’Hang Seng cede l’1,4%, Shanghai lo 0,64%, mentre il Nikkei sale dell’1% circa. Il T bond Usa americano vede il rendimento calare dal 4,28% al 4,24%, con i futures sul Nasdaq positivi per lo 0,22% dopo il nuovo record del Nsdaq Composite.
Il Congresso nazionale del popolo dovrebbe riunirsi la prossima settimana a Pechino per approvare le recenti misure di stimolo annunciate dal governo.
Volkswagen ha registrato un calo del 64% dell'utile netto trimestrale a causa dei costi di ristrutturazione e del crollo delle vendite della casa automobilistica tedesca in Cina.
Arno Antlitz, direttore finanziario, ha spiegato che il forte calo dei margini di profitto ha richiesto «significative riduzioni dei costi» dopo che il più grande produttore automobilistico europeo ha comunicato ai lavoratori che intende chiudere tre stabilimenti e licenziare decine di migliaia di lavoratori.
Nel terzo trimestre 2024, l'utile netto è sceso a 1,57 miliardi di euro da 4,34 miliardi di euro dell'anno precedente, mentre i ricavi sono calati dello 0,5% a 78,5 miliardi di euro. Il margine di utile operativo si è ridotto al 3,6% dal precedente 6,2%. «Questo fatto mette in evidenza l'urgente necessità di significative riduzioni dei costi e di passi avanti in efficienza», ha proseguito Antlitz.
L'Ue sta procedendo con l’applicazione dei dazi fino al 45% sui veicoli elettrici cinesi, alzando le tensioni commerciale con Pechino, accusata di sussidi industriali al proprio settore automotive, che violano la concorrenza leale.
I dazi, che entreranno in vigore mercoledì e saranno imposti per cinque anni, arrivano dopo che l'Ue ha effettuato un’inchiesta sulle protezioni cinesi ai propri veicoli con fondi statali. I nuovi dazi si aggiungono anche all’imposta già attiva del 10% sulle importazioni di auto cinesi in Unione Europea.
L'Australia e Lockheed Martin hanno firmato un accordo per produrre missili nel paese, parte di un più ampio progetto militare. Pat Conroy, ministro della Difesa, ha spiegato mercoledì che la competizione strategica tra Cina e Stati Uniti è diventata «più acuta» nella regione indo-pacifica e ha citato un recente test missilistico balistico cinese, entrato nel Pacifico meridionale, come dato preoccupante.
Conroy ha affermato che la nuova struttura, che produrrà i Guided Multiple Launch Rocket Systems dal 2029, sarà in grado di produrre 4.000 missili all'anno.
L'Australia ha anche firmato un accordo con la francese Thales per produrre fino a 15.000 munizioni l’anno entro il 2028. (riproduzione riservata)