Cina in netto rosso, giovedì 24 ottobre, alle ore 7:30 italiane l’Hang Seng cede l’1,2%, Shanghai lo 0,7%. Tre le ragioni dietro a questa debolezza: la brutta chiusura del Nasdaq per paura di una Fed troppo cauta nel tagliare i tassi, la mancanza di ingenti misure di stimolo diretto da parte di Pechino e il timore che Donald Trump torni presidente degli Stati Uniti, con un aumento importante dei dazi sui beni cinesi.
Oro +0,4% a 2.740 dollari l’oncia, petrolio Wti americano +1,3% a 71,69 dollari il barile. Lo yen recupera minima parte del terreno perso (+0,3% a 152,31 sul dollaro, Nikkei +0,3%), T bond Usa in calo al 4,22% dal 4,24% di Wall Street, mentre i futures sul Nasdaq sono positivi dello 0,5%, trainati da Tesla, che nel pre-market segna un +12% dopo i conti pubblicati nella notte.
Il pmi manifatturiero giapponese (lettura iniziale) di Au Jibun Bank è sceso a 49,0 a ottobre 2024 dal livello di 49,7 (lettura finale) di settembre, è il dato più basso da marzo e sotto le attese del mercato di 49,9. Produzione, nuovi ordini e vendite all'estero sono tutti in calo, mentre la fiducia ha toccato il minimo da aprile 2022.
Giovedì, lo yen scambia intorno a 152,3 per dollaro dopo aver perso oltre l'1% nella sessione precedente, attestandosi sui livelli più deboli degli ultimi tre mesi a causa dell'incertezza politica in vista delle elezioni generali del Paese questo fine settimana. I sondaggi suggeriscono che il governo di coalizione potrebbe perdere la maggioranza in parlamento, rendendo meno definita la strada degli aumenti dei tassi della BoJ.
Nel frattempo, l'attività del settore privato in Giappone si è contratta a ottobre per la prima volta da quattro mesi, mentre sia il settore manifatturiero che quello dei servizi sono scesi. Il vice capo segretario di gabinetto giapponese Kazuhiko Aoki ha spiegato che il governo sta osservando attentamente i movimenti valutari dal momento che lo yen ha perso oltre metà dei guadagni realizzati dopo l'ultimo intervento delle autorità a luglio. La valuta giapponese continua a subire la pressione di un dollaro forte per le attese di tagli più cauti dei tassi da parte della Federal Reserve e per la scommessa sulla vittoria di Trump a novembre.
SK Hynix ha registrato profitti record nel terzo trimestre grazie alle forti vendite dei suoi chip di memoria avanzati utilizzati nell'hardware di intelligenza artificiale. Il secondo produttore di chip di memoria al mondo ha registrato un utile operativo di 7 trilioni di Won sud coreani (5 miliardi di dollari) nel trimestre luglio-settembre rispetto a una perdita di 1,8 trilioni di Won l'anno precedente. Il dato è leggermente superiore alla media di 6,8 trilioni prevista da LSEG SmartEstmate. Le vendite sono quasi raddoppiate a 17,6 trilioni.
Le azioni della colosso sudcoreano sono aumentate del 35% quest'anno essendo diventato il principale fornitore per i chip di memoria grafica di Nvidia.
I profitti trimestrali di Tesla hanno superato le stime degli analisti e le guidance rivista al rialzo (leggera crescita nelle consegne quest'anno) hanno fatto correre il titolo del 12% nel pre-market.
L'utile netto rettificato del trimestre è aumentato dell'8% rispetto all'anno precedente a 2,5 miliardi di dollari, superando le aspettative di 2,1 miliardi. I ricavi sono saliti dell'8% a 25,2 miliardi di dollari, leggermente sotto della stima media di 25,4 miliardi di dollari.
«Nonostante le attuali condizioni macroeconomiche, prevediamo di registrare una leggera crescita nelle consegne di veicoli nel 2024», ha spiegato il gruppo. «I nuovi veicoli, inclusi modelli più convenienti, saranno prodotti nella prima metà del 2025», ha spiegato il gruppo Usa delle auto elettriche fondato da Elon Musk, primo sostenitore del candidato repubblicano Donald Trump. (riproduzione riservata)