E’ un avvio di 2025 piuttosto turbolento in Cina. Dopo la peggior sessione di inizio dal 2016, venerdì 3 gennaio i listini continuano a viaggiare in perdita nonostante le attese di un taglio dei tassi a breve e gli annunci di sussidi su smartphone ed elettronica da parte del governo. Alle ore 7:40 italiane, Shanghai cede l’1,7% e il Csi 300 oltre l’1%, mentre Hong Kong è sopra la parità in una sessione volatile. I futures sul Nasdaq, nel frattempo, salgono dello 0,34%.
Secondo i dati Lseg, i rendimenti obbligazionari cinesi hanno toccato i minimi storici, con i titoli a 10 anni in calo di 1,5 punti base all’1,598% e il rendimento dei titoli di Stato a 30 anni in calo di 2,9 punti base all’1,819%. La Banca popolare cinese sta pianificando di tagliare i tassi «al momento opportuno» quest’anno, scrive venerdì il FT .
La Cina intende ampliare l’emissione di obbligazioni ultra-lunghe e aumentare le misure per rilanciare i consumi, hanno detto venerdì in conferenza stampa gli alti funzionari della Commissione cinese per lo sviluppo e la riforma nazionale. Il governo ha ribadito i piani per sovvenzionare gli acquisti di smartphone, smartwatch e tablet, aumentando al contempo la formazione professionale, le pensioni e il sostegno ai lavoratori della Gig Economy (lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo).
Nel frattempo, il ministero del Commercio cinese ha proposto di imporre restrizioni all’esportazione di alcune tecnologie utilizzate per produrre componenti di batterie e per la lavorazione di minerali critici come il litio e il gallio.
La Cina amplierà i sussidi al consumo a smartphone e altri dispositivi elettronici in modo da promuovere la spesa interna man mano che aumentano le tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Un programma nazionale di permuta che attualmente si applica agli elettrodomestici e alle automobili verrà ampliato quest’anno ai dispositivi personali come telefoni, tablet e smartwatch, hanno detto in un briefing venerdì i funzionari della principale agenzia di pianificazione economica.
I consumatori cinesi nell’era post-Covid hanno iniziato a tenere i propri smartphone più a lungo raffreddando la crescita economica. Come per le automobili e le lavatrici, gli investitori sperano che gli incentivi possano rilanciare il mercato degli smartphone più grande al mondo e stimolare le vendite non solo di marchi come Huawei Technologies e Xiaomi, ma anche di stimolare il business su piattaforme popolari di dispositivi come Alibaba Group e JD.com. La decisione rientra nei progetti di incoraggiare i consumi e compensare gli effetti di eventuali nuovi dazi statunitensi sulle esportazioni cinesi, un fattore chiave di crescita fino ad oggi.
Per la seconda volta in dieci anni, il governo a dicembre ha fatto dello stimolo della spesa e della domanda interna la massima priorità nel 2025. Pechino, infatti, intende aumentare «significativamente» la vendita di buoni del Tesoro speciali a lunghissima scadenza per finanziare il programma, che incoraggia anche le aziende ad aggiornare i propri macchinari, secondo quanto ha spiegato Yuan Da, vice segretario generale della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma. (riproduzione riservata)