L’Asia apre la settimana in rosso, lunedì 13 gennaio. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede oltre l’1%, l’Hang Seng l’1,22%, Shanghai lo 0,6% nonostante in buoni dati dell’export, che però ora dovranno confrontarsi con i dazi in arrivo dagli Usa. Intanto il dollaro si impenna: l'euro cede lo 0,37% a 1,0216, la sterlina lo 0,52% a 1,2142. I futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,5% con i mercati che ora si aspettano tagli dello 0,5% da parte della Fed nel 2025 e non più dell’1% a causa di un’economia forte.
Le esportazioni cinesi sono aumentate del 10,7% anno su anno a dicembre 2024, superando le previsioni del 7,3% e accelerando dal +6,7% di novembre. È stato il nono mese consecutivo di aumento dell’export, con l’accelerazione delle spedizioni in vista dei dazi Usa con l’arrivo di Donald Trump. Nel frattempo, le importazioni sono cresciute dell'1%, superando le stime di un calo dell'1,5% e segnando il primo aumento da tre mesi a questa parte. Le fabbriche cinesi hanno acquistato grandi quantità di chip dall’estero in attesa di controlli più severi sulle esportazioni di semiconduttori da parte degli Stati Uniti.
Il surplus commerciale della Cina è salito a 104,84 miliardi di dollari a dicembre 2024, rispetto ai 75,31 miliardi nello stesso periodo dell'anno precedente, superando le aspettative di 99,80 miliardi. È il maggiore surplus da febbraio, trainato dalla corsa delle esportazioni.
Il surplus commerciale con gli Stati Uniti si è ridotto a 33,5 miliardi di dollari a dicembre da 34,9 miliardi di novembre. Nel 2024, il surplus commerciale è stato di 992,16 miliardi, con le esportazioni in aumento del 5,9% a 3,58 trilioni di dollari, mentre le importazioni sono aumentate di un più debole 1,1% a 2,59 trilioni di dollari.
La Cina promuoverà il ruolo dei consumi nell'economia e si allontanerà dal focus unico sugli investimenti, ha spiegato Pan Gongsheng, governatore della banca centrale, inaugurando lunedì un cambiamento nel modello di crescita che ha definito il Paese negli ultimi due decenni. «La priorità della politica macroeconomica dovrebbe passare dalla promozione di maggiori investimenti effettuata in passato alla promozione sia dei consumi che degli investimenti, con una maggiore importanza attribuita ai consumi», ha detto Pan in un discorso all'Asian Financial Forum di Hong Kong. Pan ha voluto commentare lunedì durante un'inattesa apparizione all'evento proprio mentre la Banca Popolare Cinese pubblicava una dichiarazione che delineava nuove misure per difendere lo yuan, sotto la pressione di un dollaro molto forte con la Fed attesa tagliare molto poco i tassi nei prossimi mesi e l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.
La Cina cercherà di aumentare i redditi, intensificare il sostegno dei consumatori, migliorare la previdenza sociale per incrementare i consumi, ha aggiunto Pan, riprendendo un tema accennato lo scorso autunno.
Il governatore ha citato «una domanda interna insufficiente, in particolare i consumi e bassi livelli di prezzo» tra le principali sfide della seconda economia più grande del mondo.
La Cina ha probabilmente raggiunto l’obiettivo di crescita ufficiale di circa il 5% nel 2024, ma stanno aumentando i timori sul Pil di quest'anno. Dazi Usa più elevati minacciati da Trump diminuirebbero le esportazioni in un momento in cui la Cina è in deflazione a causa di una domanda interna depressa, come si è visto.
Lo yuan offshore (scambiato fuori dalla Cina) è rimasto stabile intorno a 7,33 sul dollaro dopo che la Cina ha aumentato il sostegno alla valuta annunciando una grande asta a Hong Kong per il 15 gennaio e sospendendo l’acquisto di bond finché gli investitori continuano a comprare debito cinese e vendere la valuta, scesa ai minimi degli ultimi 16 mesi. Queste mosse mirano a sostenere lo yuan in un contesto di economia più debole, dollaro più forte e preoccupazioni per i dazi Usa. (riproduzione riservata)