Chiusura poco mossa ma positiva per Piazza Affari, che inizia la settimana all'insegna del segno più. Il Ftse Mib ha terminato la giornata di contrattazioni in rialzo dello 0,15% a 22.706 punti, segnando un guadagno più modesto rispetto a Francoforte (+0,41%), Londra (+0,62%) e Parigi (+0,6%). Il principale indice milanese, dopo essersi portato in territorio negativo, è riuscito nel tentativo di un lieve rimbalzo in seguito alle parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha evidenziato una crescita robusta ed equamente distribuita all'interno della zona euro, confermando la centralità e l'importanza di una politica monetaria accomodante al fine del raggiungimento del target del 2% per l'inflazione. Parole che però non hanno innescato un'eccessivo slancio dei mercati.
Nemmeno i dati macroeconomici pubblicati oggi hanno avuto un grande impatto sui listini europei: negli Stati Uniti l'indice Cfnai, che misura l'andamento dell'attività economica nel distretto della Fed di Chicago, si è attestato a +0,12 punti nel mese di gennaio da quota +0,14 di dicembre, mentre le vendite di nuove unità abitative negli Usa sono calate a gennaio del 7,8% su base mensile a 593.000 unità, deludendo il consenso degli economisti fissato a 642.000 unità.
Il cambio euro/dollaro ha chiuso la seduta poco sopra quota 1,23 a 1,2306. Sul fronte valutario, i mercati guardano alle prime audizioni davanti al Congresso del neo presidente della Fed, Jerome Powell, che parlerà domani e dopodomani al Senato e alla Camera.Quanto allo spread tra Btp/Bund, ha terminato in calo al di sotto della soglia di 140 punti base a 136,46 punti, in attesa delle emissioni di Btp di domani e, soprattutto, delle elezioni di domenica. Secondo gli analisti di Danske Bank, l'incertezza politica in vista del voto, per il momento, non ha impattato piú di tanto sui titoli di Stato italiani e quindi non dovrebbero esserci troppi problemi nelle aste del Tesoro previste per domani.
A Piazza Affari ha brillato Recordati (+2,89% a 29,9 euro), che ha effettuato un rimbalzo dopo le consistenti perdite delle ultime sedute. Ancora in luce Tenaris (+2,39% a 14,58 euro). Come riportato dall'agenzia MF-DowJones, gli analisti di Barclays hanno confermato la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 16,5 euro sull'azione dopo i "forti conti del quarto trimestre 2017 e il momentum sempre positivo nel 2018". Gli esperti si attendono una "buona crescita della domanda nelle regioni chiave a cui il gruppo è esposto, come Nord America, Argentina, Colombia e Mare del Nord".
Contrastato il comparto bancario, dove alle positive performance di Intesa (+0,06%), Mediobanca (+0,2%) e Bper (+0,02%), si sono affiancati i cali di Unicredit (-0,24%), e Banco Bpm (-0,19%). Più marcato il rosso di Ubi Banca, che ha ceduto l'1,35%.
In positivo il comparto del lusso con Moncler (+0,96% a 28,31 euro) e Luxottica (+1% a 50,5 euro). In positivo anche YNap (+0,21% a 37,85 euro) e Salvatore Ferragamo (+0,04% a 22,75 euro).
Bene anche Telecom (+0,82% a 0,7380 euro). Il consiglio di amministrazione, riunitosi venerdì scorso, ha espresso a maggioranza un parere favorevole sull'offerta ricevuta per Persidera da F2i-RaiWay, pari a circa 250 milioni di euro secondo le ultime voci, e ha incaricato l'amministratore delegato, Amos Genish, di chiudere la vendita considerando anche altre possibili offerte.
Invariata Pirelli a 7,49 euro, che ha riportato nel 2017 un utile netto di 175,7 milioni di euro, in linea con quanto previsto dal piano industriale 2017-2020.
In rosso invece Fca (-0,54% a 17,52 euro), che secondo quanto riportato dal Financial Times dirà addio ai motori diesel entro il 2022, eliminando gradualmente l'offerta sull’intera gamma e su tutti i vari brand, Jeep incluso.
Tra le utility, poco sotto la parità Snam (-0,11% a 3,767 euro). L’acquisizione dell'82% di Tep non ha sorpreso più di tanto gli analisti. Nel resto del settore in rosso anche Enel (-0,19% a 4,826 euro), Italgas (-1,55% a 4,517 euro) e Terna (-0,09% a 4,654 euro). In positivo solamente A2a (+0,71% a 1,48 euro).