Chi sono i gentleman di oggi? L’abbiamo chiesto direttamente a loro...
Le cifre tonde sono occasioni per festeggiare con gli amici. Ecco perché il nuovo numero 300 è dedicato a loro i Gentleman’s gentlemen
Ricorrenze e compleanni sono momenti di bilancio ma soprattutto occasioni da celebrare con chi ha condiviso il tempo, e non solo, con noi. Ed è proprio la condivisione la chiave di questo magazine ecco perché questo numero 300 è dedicato all’amicizia, alle persone, alle aziende e ai brand che hanno creduto nel giornale e l’hanno aiutato a crescere.
Ecco allora una carrellata di numeri uno che rispondono a due domande: che cosa significa essere un Gentleman oggi e il valore dell’amicizia.

Si parte dal Re. «Penso che il concetto di gentleman non sia cambiato nel tempo», va dritto al punto lo stilista Giorgio Armani. «Il gentleman che ho in mente ha il dono della gentilezza, della spontaneità, il gusto della misura e il rifiuto per l’ostentazione. Un uomo consapevole e con una forte personalità che si riflette anche in un certo nitore dell’aspetto. Mi rivolgo da sempre a uomini che scelgono un modo di vestire appropriato, elegante ma disinvolto, quasi noncurante».

«Trovo che la gentilezza, e ancor più il rispetto tra persone, siano sempre più importanti, soprattutto in momenti come questi», afferma Diego Della Valle, amministratore delegato di Tod’s, «dove ci sono guerre che hanno distrutto la pace di milioni di famiglie e guerre commerciali che destabilizzano il futuro delle persone. L’idea di fare cose, anche importanti e nel rispetto di tutto e di tutti, dev’essere un buon esempio per i giovani che si avvicinano al mondo del lavoro. Questo numero dedicato ai 300 Friends of Gentleman», continua l’imprenditore, «in qualche modo mi riguarda personalmente, e le tante cose che abbiamo condiviso in questi anni mi fa sentire piacevolmente orgoglioso di far parte di questa famiglia numerosa e di grande qualità. Nel caso mio personale possiamo definirla un’amicizia di lungo corso che ha avuto come basi solide la condivisione di molte cose serie, che la testata ha sempre trattato in un modo egregio, e la passione per le belle cose italiane, il grande artigianato che Gentleman ha sempre portato in giro per il mondo come una grande bandiera».
The Italian Way of Life
«Negli ultimi 25 anni l’apprezzamento per i prodotti artigianali di eccellenza made in Italy», dice dal suo punto di vista privilegiato Toni Belloni, presidente Lvmh Italia, «è stato accompagnato da un altro successo mondiale: quello dello stile di vita del nostro Paese. Fatto di montagne e mari meravigliosi, un patrimonio artistico senza pari , ma anche di ospitalità, gastronomia, cortesia ed eleganza nei rapporti umani. In tutto il mondo la parola Italia evoca un sorriso! Gentleman è stato un testimone prezioso di quest’evoluzione virtuosa, raccontando i luoghi, le persone, le esperienze che rendono unico il nostro Paese».

«Oggi più che mai, oltre a essere una qualità», conferma Laura Burdese, deputy ceo Bvlgari, «essere una gentlewoman rappresenta un valore essenziale che definisce la nostra identità, sia come persone che come brand. Significa saper intrecciare l’eleganza con la forza interiore, affrontare la vita con grazia, ma anche con determinazione. Qualità che definiscono la nostra identità, come persone e come brand è ciò che ci permette di creare bellezza e toccare il cuore delle persone regalando momenti indimenticabili».

Uno stile di vita
Di esperienze e stile di vita parla anche Massimo Perotti, ceo e presidente del gruppo Sanlorenzo. «Essere un gentleman significa infondere eleganza in ogni azione, accogliere gli altri con empatia e generosità, e mantenere un’integrità incrollabile. La gentilezza, una virtù senza tempo, non passa mai di moda; forgia connessioni profonde e lascia un’impronta positiva e duratura nel mondo».

«Essere gentili è un atto rivoluzionario», rilancia l’imprenditore e filantropo Enzo Manes, «che parla un linguaggio universale. Significa prediligere la comprensione al giudizio. Senza non esisterebbero l’altruismo e non potremmo perseguire il bene comune. Perché l’uomo non è un’isola, non può bastare a se stesso, neppure in una società che lo educa a interrogarsi principalmente sui suoi bisogni».

La gentilezza crea circoli virtuosi. «È come un seme da cui, con le giuste attenzioni, può sbocciare una nuova idea di educazione. È come un sorriso che ne genera un altro», dice Alfonso Dolce, ad di Dolce&Gabbana. «Per me essere gentile si traduce in uno stile di vita virtuoso che mi piace portare nel privato così come nella sfera professionale. Gentleman ne è un emblema; un mezzo che con affidabilità e garbo ha esplorato, nel tempo e mantenendo sempre un punto di vista personale e preciso, temi diversi e attuali, garantendo una lettura contemporanea e gentile. Buon anniversario!».
Connessioni felici
Di connessioni parla anche Alessandra Gritti, co-fondatrice e amministratore delegato di Tamburi Investment Partners. «Con il passare degli anni ti puoi permettere di dire tutto ciò che pensi, per certi versi è anche un dovere farlo, ma è il modo in cui dici le cose che fa la differenza. I legami e le relazioni sono il collante della nostra vita personale e professionale. Con sfumature diverse sono aspetti che devi coltivare nel tempo e in relazione ai quali essere leale». Rapporti di amicizia e legami di sangue.

Di lascito familiare parla Giovanna Vitelli, presidente di Azimut-Benetti, «La gentilezza mi è stata insegnata da mio padre, un vero gentleman d’altri tempi, che ha saputo promuovere questo valore anche all’interno del nostro Gruppo. Nei confronti delle persone usava gesti semplici, sapeva scegliere le parole con cura, ascoltava con attenzione e si rivolgeva agli altri con correttezza. Perché la vera potenza della gentilezza risiede nella sua apparente semplicità, che la rende la forma più autentica dell’eleganza personale. Più complessa, invece», nota l’imprenditrice, «è l’attitudine gentile nei confronti dell’ambiente. Un approccio che solo recentemente è diventato un argomento di discussione generale, ma che per noi è sempre stato una priorità. È quindi importante che ci siano testate come Gentleman che si dedicano a esplorare e celebrare questi valori nel tempo. I miei più sinceri auguri al team».

La rivoluzione gentile
L’attitudine del gentleman, lo dice l’etimologia stessa della parola, è fatta soprattutto di gentilezza. Virtù che per Brunello Cucinelli, presidente esecutivo e direttore creativo dell’omonimo brand, è una filosofia di vita: «Ritengo che sia uno dei valori necessari alla dignità umana, per questo, personalmente, ne faccio un grande uso, e sono felice quando la riconosco attorno a me. Come in Gentleman, da anni seguo la bella rivista curata che sinceramente trovo sia una testimonianza alta e uno stimolo altrettanto sensibile verso la consapevolezza del grande valore di essere un gentleman». Se la consapevolezza viene dall’intimo, il riconoscimento deve venire dall’esterno, ricorda Alberto Galassi, amministratore delegato Ferretti Group: «È lo sguardo degli altri a individuare un gentleman: è una definizione che non ci possiamo dare da soli. Si dice che “Le belle persone si distinguono, non si mettono in mostra. Semplicemente si vestono ed escono, chi può le riconosce”. Non è solo il vestito dal taglio impeccabile a destare ammirazione, un vero gentleman si riconosce da come abita il mondo e da come sta fra le persone. E questa rivista, da anni, è un prezioso alleato per mettere a fuoco quest’attitudine».
Il tempo dei valori
«In un momento in cui è la velocità a prevalere», sottolinea Gildo Zegna, presidente e ceo di Ermenegildo Zegna Group, «l’essere gentleman rimane un valore imprescindibile proprio perché caratterizzato dalla sua lentezza e dal suo essere silenzioso e powerful. Sono onorato di essere parte del cammino che vi ha condotto fin qui, in ogni vostra pagina c’è qualcosa che ci unisce: il rispetto per le cose fatte bene, la cura dei dettagli, la voglia di raccontare un mondo al di là del tempo».

«Essere un gentleman è una qualità senza tempo», concorda Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, «un valore che si manifesta nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare, nel rispetto per gli altri. Esserlo oggi significa avere principi solidi e comportarsi con integrità in ogni contesto. In questi 300 numeri, Gentleman ha raccontato uno stile di vita fatto di raffinatezza, cultura e responsabilità. Quasi 25 anni di classe, visione e ispirazione: un traguardo straordinario che testimonia il valore dell’eleganza autentica». Che si declina in ogni ambito della vita, sottolinea Antonio de Matteis, amministratore delegato Gruppo Kiton. «Essere gentili non è solo buona educazione, è uno stile di vita. È saper dedicare qualità al tempo, eleganza ai gesti, bellezza ai rapporti. Un vero gentleman lo sa: la gentilezza è il segreto di ogni grande esistenza. Del resto, essere eleganti significa acquisire una serie di buone abitudini che rivelano un’armoniosa civiltà dentro e fuori. È imparare ad agire con cortesia, empatia, gentilezza, cura, educazione e discrezione. Questo riflette l’idea che la gentilezza non sia solo un atto occasionale, ma una vera e propria attitudine, un valore senza tempo che Gentleman ha saputo raccontare per 300 numeri».
La giusta misura
L’attenzione al contesto è essenziale perché «il gentleman in fondo è una persona che non si dimentica mai dov’è e con chi è», dice l’attore Stefano Accorsi. «È una persona connessa con gli altri, che se può tendere una mano a qualcuno lo fa. Come ha fatto Marco Glaviano sul set per Gentleman: fu tutto così semplice, una foto bellissima perché spontanea, parlava di artigianato, di arte, di rispetto e di quella connessione tra persone che è alla base dell’essere gentleman».
«In passato, l’essere gentleman derivava più dal vestito. Oggi forse è più difficile», riflette Michele Norsa, luxury board member e strategic advisor, «per me è la capacità di interagire con gentilezza con tutte le persone, di qualsiasi categoria sociale. Ed è difficile in un mondo frenetico, in cui si vive online e di video-conferenze, mantenere un rapporto aperto e disponibile. Significa anche riuscire a dare un ritmo alla propria vita e mantenere serenità nel giudizio. Gentleman mi accompagna da sempre, colleziono i numeri perché ho sempre trovato articoli su temi interssanti». All’autenticità si richiama Claudio Luti, presidente di Kartell: «Credo sia un modo di essere sé stessi sempre. Per me significa rispetto, ascolto, coerenza, fiducia. Interpretare valori solidi sul lavoro e nella vita. Mi piace Gentleman perché riesce a trasmettere con eleganza e misura lo stile di vita con gusto e personalità. Valorizza lo stile come espressione di personalità, non come semplice tendenza. Il magazine ha rappresentato, in questi quasi 25 anni, una finestra aperta sul mondo che ha saputo combinare emozione e passione. Ogni numero ha saputo raccontare storie attraverso un linguaggio visivo e narrativo elegante».
Quel quid che fa la differenza
«Più facile partire dal contrario, snocciolando ciò che non deve o non può essere un gentleman oggi», Raffaello Napoleone, ad Pitti Immagine. amministratore delegato Pitti Immagine. «Essere ben vestiti non basta, dev’essere pacato, ma sicuro di sé. Saper stupire, ma essere rassicurante nei modi e nella sostanza. E il corollario di questo è guardare negli occhi chi si ha di fronte, dandogli un’importanza sempre maggiore». È quello che in latino si definisce il quid «è un modo di vivere, innato e non costruito a tavolino», aggiunge Augusto Capitanucci, managing director mediterranean Countries di Hublot. «L’abito non fa il monaco, ma ciò di cui ci si circonda è lo specchio di chi siamo come un auto d’epoca o young-timer, un bell’orologio al polso, ma non da ostentare. Senza dimenticare la capacità di ritagliarsi del tempo libero. Del giornale apprezzo la leggerezza con cui racconta gli stili, le passioni e sa coniugarle con l’attualità. Anche il formato non è da sottovalutare: arrotolato, è elegantissimo sotto il braccio di un vero Gentleman, sta benissimo su un coffee table grazie ai ritratti delle sue copertine, ma soprattutto (e purtroppo!) regala grandi idee per lo shopping. Un appuntamento fisso».
Cura dei dettagli
Quello che conta davvero è avere «misura e attenzione alla qualità della vita», concorda Lorenzo Boglione, vicepresidente del gruppo BasicNet, «Significa essere aggiornati sui tempi, mantenendo un certo equilibrio fra tradizione e ciò che è nuovo. Per me Gentleman è una finestra sul mondo dell’eleganza e della cultura, un riflesso di quella sobrietà che apprezzo nella vita quotidiana. È riuscito a rimanere sempre attuale, trattando con classe argomenti diversi, ed è un privilegio farne parte. L’amicizia per me è una scelta consapevole, non qualcosa che semplicemente accade. È un legame basato su sincerità, rispetto e fiducia reciproca, che si costruisce nel tempo. Significa riconoscere e scegliere persone con cui condividere valori e visioni».
Il lusso dei modi
«Un virtuoso di una classe umana elevata sì, ma per valori», rinforza il concetto Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone district. «Soprattutto una società segnata dalla fretta e dall’indifferenza, il vero gentleman si definisce per la coerenza tra come appare e come è. La sua forza risiede nella capacità di coniugare stile e umanità». «È un modo di essere che si radica nella consapevolezza di sé», gli fa eco Stefano Canali, presidente e ad di Canali, «in un’autorevolezza che non impone ma ispira, e che trova la sua espressione più autentica nell’equilibrio tra forma e sostanza».
«Una regola fondamentale che nostro padre ci ha insegnato sin da piccoli è che, se vuoi essere rispettato per prima cosa devi rispettare», concordano Niccolò e Filippo Ricci, ceo e direttore creativo del brand Stefano Ricci. «Essere gentlemen nel 21° secolo significa non tradire mai la fiducia di chi ti circonda. In un mondo che guarda sempre più al profitto e all’estetica rispondiamo promuovendo il valore e l’etica». Lo dice con una bella metafora nautica Giovanni Costantino, presidente e fondatore di The Italian Sea Group: «è una bussola necessaria a orientare decisioni e comportamenti. In un mondo che cambia rapidamente, privilegiando velocità e successo immediato, rappresenta un riferimento per scelte più consapevoli.
Saper andare controcorrente
«Oggi essere gentleman sembra essere un concetto anacronistico, un’anima antica in un mondo veloce. Proprio per questo», sottolinea. Claudio Marenzi, presidente Herno, «è più che mai necessaria come antidoto alla conformità. Ne è convinto anche Cristiano De Lorenzo, direttore generale di Christie’s Italia: «La vita contemporanea è sempre più dinamica, a tratti frenetica. Solo il benessere interiore consente di agire con calma in ogni situazione». Sulla capacità di essere «una persona inclusiva punta i riflettori», l’attore Alessandro Gassman, «Significa trattare gli altri con dignità, guardare il mondo con rispetto e progettarlo per chi verrà dopo di noi».
La socialità ricorda Diego Rossetti, presidente di Fratelli Rossetti. è «il valore forse più importante per l’uomo, l’appartenenza alla stessa “gens”, la gentilezza di conseguenza è alla base della socialità. Il gentleman non è elevato per ceto sociale ma per nobiltà d’animo». «Essere gentleman non è un abito da indossare a convenienza, ma una seconda pelle», ne è certo Alessandro Marinella, general manager e quarta generazione del marchio napoletano. «È la cura nel salutare, nell’ascoltare davvero, nel rispondere con rispetto anche quando sarebbe più semplice voltarsi altrove».
Il coraggio di progettare il futuro
Sulla capacità di far fruttare il futuro a partire da radici antiche punta Matteo Lunelli ceo Gruppo Lunelli e Presidente e ceo Ferrari Trento. «Abbracciare l’innovazione e il contemporaneo, ma allo stesso tempo avere radici solide costruite su valori e cultura. In un’epoca in continuo mutamento, in cui ogni giorno riceviamo moltissimi stimoli, è fondamentale avere chiari punti di riferimento». A privilegiare l’etica sull’estetica, sono soprattutto le nuove generazioni: «Mantenere saldi i valori di rispetto, integrità e responsabilità, Antonio Rummo, vice president e general manager international sales. «è un’attitudine interiore che si riflette nel modo di fare impresa, un gentleman moderno si impegna a lasciare un’impronta positiva, sia nel business che nella vita privata». Perché le nuove generazioni sanno unire nel loro sguardo visione lungimirante e codici senza tempo, soprattutto quando ci sono cresciuti come Leonardo Maria Sagna che col fratello Carlo Alberto rappresenta la nuova generazione nella casa di distribuzione di vino e spiriti di pregio, come Cristal e Delamain, «Vivere con garbo significa essere consapevole del proprio ruolo nella società, apprezzando le cose belle della vita senza mai perdere di vista i valori fondamentali: rispetto e responsabilità, famiglia e amicizia». (Riproduzione riservata)
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