Cheval Blanc, stabilità dietro l’exploit
Il guadagno medio del 38% è legato al solo balzo alle aste dell’annata 1947. Il valore delle altre bottiglie ha contenuto le perdite all’1,5%
A prenderlo per buono senza andare troppo per il sottile, il risultato ottenuto alle aste dei primi sette mesi di questo martoriato 2020 dalle 25 annate di Château Cheval Blanc quotate anche l’anno scorso è semplicemente sensazionale: il loro valore complessivo, che nel 2019 era di 27.691 euro, è balzato adesso a 38.118, guadagnando la bellezza di 10.427 euro, cioè poco meno del 38%. Ma basta un’occhiata alla tabella per rendersi conto che questa straordinaria performance è avvenuta in sorprendente controtendenza per merito di un solo lotto: 11 bottiglie della mitica vendemmia 1947 che sono state aggiudicate da Sotheby’s a Londra il 18 marzo (quando la pandemia da Covid-19 stava per esplodere) per 229.900 sterlina, una cifra incredibile che ha fatto balzare il prezzo a bottiglia da meno di 10 mila a quasi 23 mila euro.
Se non fosse per il millesimo 1947, le altre 24 bottiglie di Cheval Blanc sarebbero in perdita, com’è giusto aspettarsi da 15 annate in calo, 8 in crescita e una in pareggio. Ma proprio qui sta la sorpresa: si tratta di una perdita dell’1,50%, che non solo è la più limitata tra quelle subite dai premier cru bordolesi, ma fa pensare che i prezzi di questo grande rosso stiano finalmente stabilizzandosi, e ci riescano proprio nell’anno meno adatto, contrassegnato al contrario da eventi imprevedibili. E difatti questo timido preannuncio di ritorno alla normalità rischia di non essere neppure percepito, offuscato com’è da un clamoroso colpo di scena: la moltiplicazione di prezzo dell’annata 1947. (riproduzione riservata)
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