Cheval Blanc, male le magnum
Piccolo rialzo per le doppie magnum, mentre l’imperial crolla del 19%
Dei due Saint-Emilion proclamati premier cru di serie A nel 1955, Château Ausone e Château Cheval Blanc, soltanto quest’ultimo è stato presente alle aste di quest’anno con un numero sufficiente di formati speciali perché sia possibile verificare l’andamento delle loro quotazioni. Operazione impraticabile invece per Ausone, perché le sue bottiglie sia Small che XL sono comparse con tale parsimonia alle vendite all’incanto che nessuna di quelle quotate l’anno scorso lo è stata anche quest’anno. Per Cheval Blanc non è andata molto bene, com’era inevitabile quest’anno con il vento del ribasso che soffiava su tutti i vini di Bordeaux: dei 14 esemplari di grande formato quotati sia nel 2019 che nel 2018 soltanto quattro sono aumentati di prezzo.
E difatti complessivamente hanno perso il 13,28% del loro valore, vale a dire 3.154,34 euro. Profondamente diverso, però, il comportamento del mercato nei confronti dei vari formati: mentre le nove magnum (due rincarate, sette diminuite di prezzo) hanno subito un calo complessivo del 17%, le quattro doppie magnum (due in rialzo, due in ribasso) vantano un piccolo aumento dell’1,8%, al contrario dell’unica imperial, la cui quotazione è precipitata del 19,31%. Colpisce il fatto che queste variazioni corrispondono esattamente a quelle avvenute l’anno scorso, ma in senso inverso: nel 2018, infatti, la quotazione delle doppie magnum subì un salasso quattro volte più consistente di quello subito dalle magnum, mentre un’imperial fu l’unica, controcorrente, a crescere di prezzo. (riproduzione riservata)
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