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Cheval Blanc invecchia bene

Dieci rincari e otto diminuzioni di prezzo per le annate 1941-1989

di Cesare Pillon
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Cheval Blanc invecchia bene

Dieci aumenti di quotazione rispetto all’anno scorso su 19 millesimi (in tabella i 17 casi più significativi) alle aste del primo semestre 2018 fanno presumere un bilancio equilibrato, per le bottiglie più anziane, delle vendemmie comprese fra il 1941 e il 1989, di Château Cheval Blanc, premier cru di serie A di Saint Emilion. Ed effettivamente è così: otto cali di prezzo (una quotazione, quella dell’annata 1947, è rimasta invariata) non sono riusciti a eguagliare l’entità dei 10 rincari, per cui il valore delle 19 bottiglie è adesso di 28.242 euro, mentre nel 2013 era di 27.555.

La differenza di 687 euro è esile, il guadagno del 2,49% non è entusiasmante, ma gli investitori non hanno motivo di lamentarsi: il 2018 è il terzo anno consecutivo in cui le annate più antiche di Cheval Blanc sono state premiate dai frequentatori della aste con il segno più, dopo un altro triennio vissuto con l’incubo del segno meno. Fra tutti i premier cru bordolesi che avevano ritenuto opportuno reagire al diffuso timore di contraffazioni delle bottiglie d’antan mettendo all’asta quelle provenienti direttamente dalle loro cantine, Cheval Blanc è quello che ha subìto i contraccolpi più vistosi. Con quell’iniziativa, messa in atto nel 2012, aveva ottenuto quotazioni otto volte più elevate dell’anno precedente, ma nel 2013, quando le bottiglie poste all’incanto non fornivano più le stesse garanzie, i prezzi erano crollati del 66% e di un altro 25% nel 2014. Ora la situazione sembra stabilizzata. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 172 pag. 47 del 01/09/2018
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