Cheval Blanc, gli antichi soffrono
Registrati in asta ben undici ribassi su sedici millesimi. Diminuzione di valore media del 19% per vendemmie fra il 1947 e il 1992
Undici diminuzioni di prezzo rispetto all’anno scorso su 16 millesimi alle aste finora svoltesi nel 2019 fanno presumere che il bilancio sia in sensibile ribasso per le bottiglie più anziane, delle vendemmie comprese fra il 1947 e il 1992, di Château Cheval Blanc, premier cru di serie A di Saint Emilion. Ed effettivamente è proprio così: cinque aumenti di quotazione, per quanto consistenti, sono troppo pochi per intaccare l’entità di 11 ribassi, per cui il valore delle 16 bottiglie è adesso di 17.741 euro mentre nel 2018 era di 21.932. La differenza, 4.191 euro, è piuttosto consistente e segna una perdita superiore al 19%. Gli investitori probabilmente non si aspettavano un calo di questa misura, ma una diminuzione era prevedibile: il 2018 è stato infatti il terzo anno consecutivo che si è chiuso con le quotazioni delle annate più antiche di Cheval Blanc in aumento.
È vero però che il triennio precedente era stato vissuto invece con l’incubo del segno meno. Va detto che fra tutti i premier cru bordolesi che hanno reagito al diffuso timore di contraffazioni delle bottiglie d’antan mettendo all’asta quelle provenienti direttamente dalle loro cantine, Cheval Blanc è quello che ha poi dovuto affrontare i contraccolpi più vistosi. Con quell’iniziativa, messa in atto nel 2012, aveva ottenuto quotazioni otto volte più elevate dell’anno precedente, ma nel 2013, quando le bottiglie poste all’incanto non fornivano più le stesse garanzie, i prezzi erano crollati del 66% e di un altro 25% nel 2014. (riproduzione riservata)
Native Content