Se vuoi la pace devi ancora preparare la guerra? Lo strano caso delle borse e dei loro riservisti
Mai come in questo momento occorre dare segnali di raffreddamento delle tensioni. La guerra in Ucraina continua, i droni coprono i cieli europei, si bloccano gli aeroporti per sicurezza, il presidente russo Vladimir Putin si dice pronto a tutto, così come la Nato e il presidente Usa Donald Trump. E invece pare che non si stia capendo il momento .
Tra i brutti segnali rientra anche un accordo che ha raggiunto la borsa europea, di cui fa parte anche Piazza Affari, piattaforma di listini partecipata dallo stato italiano. È una piccola cosa, passata ai più inosservata, ma che fa riflettere sulla china che si sta prendendo nel vecchio continente, dove ogni pretesto può diventare esiziale in un clima già pericoloso, come ha ricordato, evocando il 1914, lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Euronext, holding di listini europei che controlla anche Borsa Italiana, ha firmato un accordo con i ministeri della Difesa di Danimarca e Francia sulle riserve militari nazionali. Il motivo è scritto chiaramente in un comunicato e all'intesa sta per aderire anche la Gran Bretagna, dove la borsa europea ha una sede.
Dal momento che «l’indipendenza strategica europea dipende anche dalla capacità dei cittadini di contribuire all’ecosistema difensivo del proprio Paese», ha spiegato il gruppo guidato dall’ad Stéphane Boujnah, Euronext intende aiutare i dipendenti del gruppo già impegnati come riservisti o interessati a intraprendere questo percorso, «garantendo la continuità della retribuzione e dei benefici sociali per i periodi di addestramento preliminare fino a 15 giorni per tutti i nuovi riservisti, e fino a 10 giorni all’anno per tutti i dipendenti Euronext già impegnati in attività di riserva nelle sedi europee del gruppo. Nei Paesi in cui esistono regimi locali più favorevoli a sostegno dei riservisti, rimane in vigore il quadro già previsto, mentre nuovi accordi sono in via di sottoscrizione, con Olanda e appunto Regno Unito».
Euronext, contattata da Milano Finanza, ricorda le intenzioni dell'accordo che vuole permettere ai propri dipendenti, che vogliono dare un contributo al proprio paese, di farlo. Ma qualche brivido corre lo stesso sulla schiena.
La sigla dell'accordo fa pensare, ad esempio, che si stia passando dal New Green Deal al New War Deal. L'iniziativa di Euronext rientra infatti nel progetto su Energia, Sicurezza e Geostrategia, denominato dai suoi creatori il «Nuovo Esg» (Energy, Security and Geostrategy, the New Esg) e annunciato da Euronext il 6 maggio 2025 per rafforzare l’autonomia strategica europea. Non sfuggirà che si tratta di un Esg di nuovo conio, visto che evoca il vecchio Esg, Environmental, Social, Governance (cioè Ambientale, Sociale e di Governance) di quando non c'era la guerra in Europa.
Questo insieme di iniziative intende «valorizzare la visibilità delle società europee che operano in settori strategici e a fornire loro strumenti inediti per soddisfare le esigenze di finanziamento, attraverso un accesso più efficace ai capitali». Soluzioni, ha sottolineato Euronext, che rispondono anche alla «crescente domanda da parte di asset manager, investitori istituzionali e retail di ottenere una maggiore esposizione a segmenti ad alta crescita tramite indici tematici» come Euronext Aerospace Defence Index. In Francia, ad esempio, a questo progetto di Guardia Civile hanno aderito molte altre grandi aziende.
Anche a questo fine, Euronext ha firmato a Parigi il 1° ottobre 2025 una partnership con la riserva militare francese, la Garde nationale. Il generale François-Xavier Poisbeau, segretario generale della Guardia nazionale, ha illustrato i principali aspetti dell’accordo, mentre Baptiste Mercier, responsabile della performance operativa di Allianz France e Coralie Lecouffe, senior consultant di Capgemini Invent, hanno condiviso le loro esperienze personali come riservisti operativi. In precedenza, a Copenaghen, il 19 settembre 2025, Euronext ha firmato una partnership con la riserva militare danese, InterForce Danmark.
Stéphane Boujnah, ceo e Presidente del Consiglio di Gestione di Euronext, ha invece sottolineato che Euronext vuole lavorare a favore della «resilienza e dell’autonomia strategica europea, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche. Queste iniziative dimostrano la forza della collaborazione transfrontaliera e sottolineano il ruolo di Euronext come forza unificante nei mercati dei capitali europei, a sostegno sia della solidità nazionale sia di quella continentale».
Sarà pure per rafforzare la coesione europea e con finalità patriottiche, ma una iniziativa del genere giunge dopo le dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen rivolte ai cittadini di prepararsi ad un clima bellico e il video criticatissimo sul kit di sopravvivenza della commissaria Hadja Lahbib. Senza contare anche lo studio della Bce sulla necessità di tenere a casa sempre del contante in momenti di crisi.
Per fortuna in Italia, garantiscono le fonti consultate da Milano Finanza, non sarà replicata, anche perché non c'è una Guardia Civile. Ma la notizia appare una magra consolazione, considerando che nessun membro del governo è stato avvisato dell'accordo (a quanto pare né il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti né il ministro della Difesa Guido Crosetto) pur essendo l'Italia partner della Francia in Euronext, nonché alleato di Parigi e delle altre capitali nella guerra in Ucraina. (riproduzione riservata)