Châteaux Pétrus tracolla alle aste
La perdita media ha toccato il 33%. Assenti agli incanti le annate dal 2001. Un solo millesimo è aumentato di valore (+2%)
L’ultima colonna della tabella di questa settimana non ha precedenti nella storia di Châteaux Pétrus alle aste: rispetto al 2019 un solo millesimo è aumentato di prezzo nei primi cinque mesi di quest’anno (e di pochissimo: del 2%). Difficile valutare quanto abbiano pesato la drastica rarefazione delle vendite all’incanto e l’impossibilità di praticarle nel chiuso delle sale in cui si svolgono abitualmente, determinate dalle misure di emergenza sanitaria prese per combattere il corona virus. Un fatto è certo, però: questa situazione eccezionale non ha certo mitigato il vento del ribasso che aveva cominciato a soffiare già l’anno scorso, lo ha reso semmai molto più impetuoso.
Le 19 annate per le quali è possibile il confronto con le quotazioni dell’anno scorso (16 in tabella) hanno subito una perdita del 33,41%, cioè valgono oggi un terzo in meno. E poiché si tratta del Merlot più famoso del mondo, sui cui prezzi la speculazione si è sempre scatenata senza freni, la traduzione in moneta sonante di questo calo percentuale è davvero impressionante: la decurtazione è stata di 16.181,35 euro perché le 19 bottiglie, che l’anno scorso costavano complessivamente 51.381,85 euro, si possono avere adesso con 35.200,50. Ma questo tracollo non era imprevisto: lo dimostra la totale assenza, alle aste del 2020, di tutte le annate di Pétrus dell’attuale millennio, a cominciare dal 2001. Sono quelle su cui puntano di più gli investitori, che proprio per questo se le tengono in cantina: meglio non quotate che quotate in ribasso. (riproduzione riservata)
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