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Food&Wine

Châteaux Pétrus delude alle aste

I millesimi più recenti hanno perso in media il 7% del proprio valore

di Cesare Pillon
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Châteaux Pétrus delude alle aste

La tabella lo denuncia fin dalla prima occhiata: i risultati ottenuti alle grandi aste internazionali nel primo quadrimestre del 2018 dalle annate più recenti di Châteaux Pétrus sono tutt’altro che brillanti. Il bilancio di 12 prezzi diminuiti contro sei cresciuti non è certo tale da entusiasmare gli investitori che hanno affrontato un impegno finanziario come quello che richiede il più famoso Merlot del Pomerol. E difatti, facendo bene i conti, le 18 bottiglie (in tabella, per motivi di spazio, solo le 16 più significative), sono state aggiudicate nei primi quattro mesi di quest’anno a 42.015 euro, mentre l’anno scorso venivano pagate 45.171. Il loro valore risulta decurtato del 7% scarso, ma la perdita secca è di 3.156 euro.

Come mai i millesimi più recenti di Pétrus sono in calo mentre le annate più anziane, come s’è visto nella puntata precedente, hanno guadagnato invece più del 13%? Probabilmente questi contrastanti risultati sono un contraccolpo di quel ch’era avvenuto nel 2017, quando i Pétrus d’antan avevano perduto quasi il 21%, mentre le sue vendemmie più recenti avevano guadagnato più del 24%. Col ripensamento di quest’anno, il popolo delle aste ha riprodotto la stessa spaccatura ma capovolta. Quel che conta però, alla fin fine, è il bilancio complessivo. Che è positivo: le 36 bottiglie di Pétrus delle annate dal 1952 al 2012, quotate sia nel 2017 che nel 2018, sono passate da 94.406 a 97.860 euro, guadagnando il 3,66%, mentre l’anno scorso avevano perso il 2,04%. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 103 pag. 71 del 26/05/2018
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