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Château Pétrus, bene le storiche

Le annate dal 1952 al 1990 hanno messo a segno un rialzo del 13,43%

di Cesare Pillon
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Château Pétrus, bene le storiche

Château Pétrus, il più famoso Merlot del mondo, era uscito dalla crisi nel 2015, quando improvvisamente il vento del rialzo aveva ripreso a soffiare alle aste dopo tre anni consecutivi di ribasso. La fase positiva è continuata nel 2016 ma ha avuto una battuta d’arresto l’anno scorso con una flessione dei prezzi massimi delle bottiglie d’antiquariato. I risultati del primo quadrimestre del 2018 sono quindi di grande interesse per verificare se il momento favorevole è già finito o se l’inversione di tendenza iniziata nel 2015 per questo grande Pomerol era effettiva e duratura.

L’analisi di questa settimana, che riguarda proprio le annate più antiche, le vendemmie che vanno dal 1952 al 1990, sembra confermare che quello dell’anno scorso era soltanto un incidente di percorso: delle 19 annate d’antan quotate sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018 (in tabella le 17 più significative) solo cinque sono diminuite di prezzo, mentre 13 sono aumentate. Nel loro complesso, quindi, i 19 millesimi per i quali il confronto è possibile hanno guadagnato il 13,43% rispetto all’anno scorso. Tradotto in soldoni, vuol dire che se nel 2017 per comprare le 19 bottiglie bastavano (si fa per dire) 49.235 euro, oggi bisogna sborsarne 55.846: valgono cioè 6.611 euro in più. L’interrogativo adesso è questo: le aste del primo quadrimestre 2018 stanno capovolgendo i deludenti risultati del 2017 anche per le bottiglie di Pétrus delle vendemmie più recenti oppure no? Lo verificheremo con la prossima puntata. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 098 pag. 63 del 19/05/2018
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